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Prova consumi reali 2019, le auto più efficienti dei primi sei mesi

Scopriamo assieme la classifica di chi consuma meno fra le auto a benzina, diesel, GPL, metano, ibride ed elettriche

Col 2019 è iniziato il sesto anno di appuntamenti con la prova consumi reali Roma-Forlì, quella che mette a confronto le auto nuove sul terreno dell’efficienza e della capacità di utilizzare poco carburante o elettricità. Arrivati alla fine del primo semestre è giunto il momento di fare già un bilancio, una classifica consumi reali di metà 2019 che, per quanto provvisoria, è utile per capire quli sono le auto nuove che consumano di meno quando vengono impegnate su un percorso standard e ripetibile.

Una piccola anticipazione: a vincere la classifica assoluta semestrale è la Toyota Prius AWD-i. Nelle tabelle per alimentazione e in quella assoluta trovate il risultato in l/100 km (e in km/l), oltre al link alle singole prove.

Le due regine del risparmio

Al di fuori delle classifiche che trovate qui sotto – e che ancora non vi sveliamo – c’è poi la graduatoria delle auto che spendono di meno per fare lo stesso percorso di 360 km, le regine del risparmio che incidono poco sul portafogli. Al primo posto, come nella classifica 2018, c’è ancora un’elettrica, l’Audi e-tron che si accontenta di spendere 14,77 euro per caricare la batteria. Seconda, a brevissima distanza, è la Renault Twingo GPL che registra una spesa di soli 14,85 euro.

Classifica benzina

Il sistema mild hybrid applicato al motore “duemila” permette alla Mazda3 2.0 Skyactiv G M Hybrid di guadagnare la prima posizione fra le auto a benzina, con un’ottima media di consumo di 4,30 l/100 km (23,26 km/l). Seconda è la più compatta Audi A1 Sportback “mille” con 4,35 l/100 km e terza la Mercedes Classe A che registra 4,70 l/100 km.

Benzina
4,30 (23,26)Mazda3 2.0L 122CV Skyactiv-G M Hybrid 6MT Exclusive
4,35 (22,99)Audi A1 Sportback 30 TFSI S tronic S line edition
4,70 (21,28)Mercedes A 200 Automatic Sport
5,25 (19,05)Skoda Karoq 1.5 TSI ACT SportLine DSG
6,00 (16,67)Fiat 500X Cross 1.3 T4 150cv DDCT FWD

Classifica diesel

Più ricca è la classifica delle auto diesel provate da inizio anno, un po’ a sorpresa dominata da una vettura di segmento medio come la nuova Peugeot 508: i suoi 3,80 l/100 km (26,32 km/l) le valgono il primo posto a gasolio davanti alla quasi altrettanto efficiente Seat Ibiza che si ferma a 3,85 l/100 km. Sul terzo gradino del podio c’è una compatta di nuovo tipo come la Kia Proceed capace di 4,20 l/100 km.

Diesel
3,80 (26,32)Peugeot 508 GT Line BlueHDi 130 Automatico
3,85 (25,97)Seat Ibiza FR 1.6 TDI 95 CV DSG 7 marce
4,20 (23,81)Kia ProCeed GT Line1.6 CRDi 136 CV 7DCT
4,50 (22,22)Citroen C5 Aircross BlueHDi 130 S&S EAT8 Shine
4,55 (21,98)Ford Focus ST-Line Wagon 2.0 EcoBlue 150 CV aut.
4,60 (21,74)Audi A6 Avant 40 TDI quattro ultra S tronic
4,80 (20,83)Ford EcoSport 1.5 TDCi EcoBlue 125CV AWD ST-Line
4,85 (20,62)Jeep Compass Limited 1.6 MultiJet II 120cv 4×2 manuale
4,90 (20,41)Seat Tarraco 2.0 TDI 4Drive 150 CV DSG Xcellence

Classifica GPL

Fra le auto a GPL il confronto di metà 2019 si riduce a due sole auto e vede vincitrice la piccola Renault Twingo a gas con un consumo medio di 6,60 l/100 km (15,15 km/l). Più staccata è la vendutissima Dacia Duster a quota 7,60 l/100 km.

GPL
6,60 (15,15)Renault Twingo Duel2 TCe 90 GPL *
7,60 (13,16)Dacia Duster GPL 1.6 Sce 115 CV 4×2 Prestige *

Classifica metano

Il difficile momento dell’auto a metano, con immatricolazioni italiane in calo anche a giugno 2019 (-29,1%), si riflette pure nella classifica di metà anno che non riporta nessun modello a gas naturale fra le prove dei consumi reali. Il vento è però cambiato, visto che ci sono tante novità a metano in arrivo (qui la lista), per cui ci ripromettiamo di colmare la lacuna con nuove prove entro la fine del secondo semestre.

fonte:motor1.com

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4 italiani su 5 vorrebbero un’auto elettrica

Lo dice un sondaggio Ecu Testing: cresce la voglia di mobilità elettrica e gli italiani pensano green

A sorpresa è un plebiscito: più di quattro italiani su cinque vorrebbero acquistare un’auto elettrica. È il dato più emblematico del sondaggio condotto da Ecu Testing su un campione di 1000 guidatori distribuiti su tutta Italia. Esito abbastanza sorprendente anche considerando che soltanto un cittadino su 100 oggi possiede un veicolo elettrico. E pensare che lo scopo della ricerca era individuare le ragioni per cui le vetture elettriche (EV) siano ancora poco utilizzate nel nostro paese.

Evidentemente gli italiani cominciano ad avere una percezione sempre più netta dei benefici che accompagnano l’utilizzo di questi veicoli.
Ma vediamo nel dettaglio un po’di numeri di questo sondaggio.
L’82% degli intervistati (come detto 4 su 5) comprerebbe un’auto elettrica ma solo l’1% già la possiede. I motivi principali per acquistare una macchina elettrica tra i più citati sono: il rispetto dell’ambiente, indicato dal 76% del campione, la possibilità di guidare nelle zone a traffico limitato per il 47% e, infine, la silenziosità scelta come motivo d’acquisto dal 50%.

Quali sono, invece, i freni che rendono l’auto elettrica poco attrattiva per gli italiani? Svettano in cima alla classifica il costo, ritenuto elevato dal 44% delle persone interpellate, e la scarsità delle colonnine di ricarica per il 46%. Ma c’è da sottolineare che le risposte, ovviamente, non tengono conto degli investimenti dei player dell’energia che ancora non sono molto conosciuti. Le cose potrebbero cambiare entro poco tempo dal momento che Enel X sta attuando un piano di realizzazione di 28.000 punti di ricarica entro il 2022. Ma già alla fine del prossimo anno saranno raggiunti i 14.000 punti, con un ritmo di circa 100 installazioni a settimana.

Tornando agli intervistati, nel 33% c’è la percezione secondo cui le auto elettriche non garantiscano molti chilometri con un pieno. Una convinzione che dovrebbe cadere davanti ai fatti: è ormai noto che anche tra le auto elettriche più accessibili, come per esempio la Renault Zoe, l’autonomia è quantificabile in circa 300 chilometri.

Ci sono, poi, altri dati significativi che contribuiscono a delineare l’identikit del potenziale nuovo utente di vetture elettriche.
L’80% degli intervistati comprerebbe grazie agli incentivi statali e, a tal proposito, si è radicata la convinzione che i costi di una vettura nuova ormai non sono impossibili. Ma anche in questo caso è bene fare riferimento ad informazioni certe. Su vaielettrico.it si trova un listino con le info essenziali, senza fronzoli dei modelli in vendita.

C’è, però, il 54% degli intervistati che sovrastima i costi di ricarica: anche qui è il caso di fare chiarezza. Pur essendoci in ballo molte variabili come il costo della benzina e dell’elettricità, la modalità di guida, il percorso, ed essendo -quindi- sconsigliato produrre cifre esatte, i consumi di un’auto elettrica risulteranno sempre la metà, un terzo o addirittura un quarto rispetto a quelli di una gemella a benzina. Questo lo si può ricavare facilmente dai numerosi test che sono stati condotti da testate specializzate e che sono disponibili online.

Fonte:wired.it

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Ecco perchè abbiamo deciso di festeggiare con un bruciante 0-400 metri la nascita del primo magazine dedicato all’auto elettrica. Ma chi vincerà?

Non capita tutti i giorni di assistere a una drag race tra due auto estremamente performanti e così diverse tra loro; esattamente come è altrettanto raro assistere alla nascita di un nuovo sito d’informazione. Come sapete, ieri è stato il giorno di InsideEVs.it (da oggi online come sito e come canale YouTube) e, per festeggiare il lancio del nuovo webmagazine incentrato sull’auto elettrica, abbiamo deciso di mettere a confronto due sportive filosoficamente diverse tra loro ma simili per prestazioni e dimensioni.

Tesla VS Alfa Romeo

Da un lato c’è l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio che, con il suo V6 da 510 CV, rappresenta lo stato dell’arte attuale della meccanica made in Italy; dall’altro l’elettrica del momento, la Tesla Model 3 Performance che con i suoi oltre 450 CV e una coppia mostruosa scatta da 0 a 100 km/h senza il minimo rumore.

La location è quella tipica di una gara di accelerazione, il rettilineo di un aeroporto. Ma attenzione! L’esito della gara non è così scontato; la Giulia ha più cavalli, ma la Tesla può contare sulla trazione integrale e sullo spunto dell’elettrico. Chi vincerà?Cliccate qui per scoprirlo!

Tanti temi da approfondire

L’annuncio del lancio di InsideEVs.it è arrivato a Parco Valentino dove, per l’occasione, è stato distribuito al pubblico un freepress cartaceo, una guida introduttiva alla mobilità a zero emissioni. L’obiettivo di InsideEVs sarà infatti quello di raccontarvi l’elettrificazione approfondendo i temi più interessanti di cui sempre di più sentiamo parlare, andando oltre la notizia e accompagnandovi alla scoperta di un mondo nuovo e dalle infinite potenzialità.

Fonte:it.motor1.com/

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Le 10 auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia

Come ogni mese abbiamo preso in analisi le classifiche stilate e pubblicate da Unrae e oggi vi mostriamo la top ten delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia. Si tratta delle vetture di maggiore successo, amate dalla clientela che predilige l’alimentazione a gasolio

Decimo posto della classifica per uno dei mezzi di maggiore successo di Volkswagen, la Tiguan infatti ha registrato una vendita di oltre 600.000 unità dal momento del lancio. Numeri positivi che hanno permesso alla Casa di realizzare una nuova versione tipicamente fuoristrada, una bella variante per la guida all’insegna dell’avventura.

Scorriamo al nono posto e troviamo al Fiat 500L, mezzo che oggi, insieme alla sorella 500X, viene proposto nelle nuove versioni S-Design, con contenuti dinamici e super connessi per i giovani e le famiglie moderne. La base di allestimento della nuova Fiat 500L è la City Cross, look sportivo e assetto rialzato. In ambito di motorizzazione diesel sono disponibili i turbo 1.3 MultiJet II da 95 Cv con cambio manuale o robotizzato Dualogic e il 1.6 MultiJet da 120 Cv con trasmissione manuale.

Fiat Tipo invece è il modello che troviamo all’ottavo posto della classifica delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia. Una vettura iconica della Casa di Torino, prodotta tra il 1988 e il 1995 e riproposta oggi in una nuova versione, con linee più fluide e omogenee pensate dal Centro Stile FCA.

Scaliamo ancora e arriviamo alla settima posizione con Volkswagen T-Roc, che ormai abbiamo visto dallo scorso anno in moltissime classifiche. Questo significa che si tratta di una vettura di grande successo, indipendentemente dalla tipologia di alimentazione. Un crossover che infatti ha venduto moltissimi esemplari sin dal momento del suo debutto.

Uno dei crossover più amati dagli italiani già dal 2018, Peugeot 3008 si trova alla sesta posizione delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia. Eletta Auto dell’Anno nel 2017, ha conquistato la critica e anche il parere positivo della clientela. Design da suv, la categoria più amata oggi nella Penisola, con tecnologia e qualità innovative che aumentano sicurezza a bordo e piacere di guida.

Eccoci a metà classifica con Nissan Qashqai, altro veicolo dal successo incontrollato in Italia, che guadagna un quinto posto. Dal momento del lancio nel 2007 la Casa ha venduto più di 2.3 milioni di unità. Recentemente è stato rinnovato il suo stile, con un’estetica inedita e interni di qualità migliore, con tecnologia all’avanguardia e sistemi innovativi di assistenza e sicurezza.

Renault Clio si trova al quarto posto della classifica delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia, come anche successe nel mese di gennaio. Lei è la bestsellerfrancese, una vettura nota a livello internazionale. Oggi è stata riproposta con un look rinnovato e un grande sviluppo a livello tecnologico.

Saliamo sul podio con un’altra figlioletta della Casa di Torino e al terzo posto troviamo la Fiat 500X, il crossover più venduto in Italia lo scorso anno. La nuova versione non presenta molte novità per quanto riguarda l’estetica ma differenti modifiche nella meccanica. Una vettura di cui ci si aspetta un continuo successo.

Secondo posto per Jeep Renegade, non si può negare il grandioso successo della vettura sul mercato. L’abbiamo trovata anche l’anno scorso nelle classifiche dei crossover più amati in Italia, oggi proposta in differenti nuove versioni in occasione dell’89esima edizione del Salone di Ginevra. Tanti i punti di forza che le hanno permesso di diventare uno dei modelli che più di tutti ha fatto stabilire alla Casa il record di vendite in Europa.

Primo posto per Jeep Compass, l’auto diesel più venduta a febbraio 2019 in Italia, un modello che abbina il design moderno e le nuove tecnologie con le virtù della trazione integrale. Sicurezza e connettività di ultima generazione per questa vettura, che presenta infatti sistemi di assistenza alla guida avanzati.

Fonte motori.virgilio.it

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Jeep Renegade: vivace il 1.3, pigro il cambio


L’AUTO IN SINTESI
Il nuovo 1.3 turbo a benzina da 150 CV muove con vivacità la Jeep Renegade, ma il rapido cambio robotizzato a sei marce spesso è in ritardo nell’inserire la marcia corretta. Arioso e ben rifinito l’abitacolo, dove trova posto anche un ricco sistema multimediale, ma il baule è piccolo (specie con la ruota di scorta optional) e i fruscii in velocità non mancano.

PERCHÉ COMPRARLA
Quel vivace 1.3 merita un cambio più “deciso”

Con l’aggiornamento di fine 2018 (nuovi fari e paraurti, mentre gli interni erano cambiati all’inizio dell’anno) la piccola suv Jeep Renegade ha guadagnato due motori turbo a benzina: il 1.0 T3 a tre cilindri da 120 CV (qui la prova) e il 1.3 T4, con un pistone in più, da 150 o, se abbinato alla trazione integrale, 179 CV. Entrambi i 1.3 T4 sono disponibili solo con l’automatico: il meno potente (montato sull’auto provata) è abbinato a un cambio robotizzato a doppia frizione a sei marce mentre il secondo a una trasmissione con convertitore di coppia a nove rapporti. Pregevoli la silenziosità e la regolarità di erogazione del motore, che ha anche un buon allungo. Ma i consumi non sono da record: abbiamo provato auto simili che, in media, hanno percorso più di 14,5 km/l.
Luci e ombre anche per il cambio robotizzato della Jeep Renegade: comodo nel traffico, ha passaggi di rapporto rapidissimi, ma spesso è lento nel decidere quale marcia inserire. E, quando si accelera di colpo da fermi (come facciamo per rilevare lo “0-100”) il cambio esita: l’auto potrebbe fare meglio. In compenso, una volta che la trasmissione ha scalato rapporto da sé, le riprese sono vivaci. Questa Renegade, inoltre, conserva i pregi delle “sorelle”: sospensioni ben tarate (benché i cerchi di 19’’ peggiorino l’assorbimento dello sconnesso), un abitacolo curato e arioso e un sistema multimediale completo e intuitivo. Invariati anche i difetti, che sono la scarsa capienza del baule (e con la ruota di scorta si perde anche il piano di carico ad altezza variabile) e gli evidenti fruscii causati dalla carrozzeria squadrata e dai grandi specchi laterali. Secondo i criteri del 2014 (anno in cui sono stati effettuati i crash-test Euro NCAP), l’auto è sicura: si era meritata cinque stelle.

VITA A BORDO


Plancia e comandi
Dentro dominano le tinte scure, ma dettagli color alluminio ravvivano un po’ l’ambiente; materiali e montaggi sono di buon livello, inclusi i morbidi inserti in vinile nei pannelli porta specifici per la Jeep Renegade Limited, e ci sono tanti richiami alla storia della Jeep, come le cornici degli altoparlanti che riprendono la forma della classica mascherina. Le tasche nelle porte sono poco capienti, ma il numero dei vani portaoggetti è abbondante e il cassetto è abbastanza ampio e si può chiudere a chiave; non è, però, refrigerabile. I comandi, quasi tutti grandi, sono facili da trovare e da azionare. Lo schermo centrale potrebbe essere un po’ più in alto, ma il nuovo sistema multimediale è ricco e intuitivo: ha di serie la radio Dab, Android Auto e Apple CarPlay. Nel pacchetto Infotainment ci sono poi il monitor di 8,4’’ anziché 7, e il navigatore. Riuscito anche il cruscotto, dalla grafica chiara e giovanile: tra i due elementi a lancetta c’è uno schermo di ben 7’’ chiaro e configurabile. 
Abitabilità
Persino col tetto apribile in cristallo (un optional che riduce lo spazio verticale) l’agio sopra la testa rimane generoso: in quattro si viaggia bene, e in cinque non si sta scomodi. Ben profilati i sedili: si sta seduti in alto e ci sono ampie regolazioni (cinture di sicurezza incluse); optional, quelle elettriche delle poltrone.
Bagagliaio
Il vano della Jeep Renegade è piccolo, dispone di poco spazio sotto la cappelliera e la situazione peggiora con la ruota di scorta (optional), che elimina la possibilità di posizionare il fondo 13 cm più in basso. Solo reclinando lo schienale e caricando fino al soffitto, grazie alla forma squadrata della carrozzeria, diventa tra i più capienti della categoria.

COME VA
Cambiate dolci ma non sempre puntuali



In città
Le cambiate inavvertibili, il non dover azionare la frizione e le sospensioni confortevoli (ma i cerchi di 19’’, che si pagano a parte, non le aiutano a lavorare al meglio) riducono lo stress da traffico. Corretto il “peso” del volante in manovra, dove si può contare sui sensori anteriori e posteriori e sulla retrocamera (optional). Non dei migliori i consumi rilevati: 10,2 km/l.
Fuori città
Lo sterzo della Jeep Renegade è valido e il limite di aderenza in curva facile da percepire; inoltre, i freni sono resistenti e il motore non disdegna di allungare con brio. Solo il cambio stona: non sempre è rapido nell’inserire la marcia giusta e, mancando i comandi al volante, si può usarlo manualmente solo agendo sulla leva. Lungo il nostro percorso di prova, abbiamo percorso 13,7 km/l: non un granché.
In autostrada
A 130 km/h il 1.3 è a 2750 giri e, pur non potendo definirsi economo, il consumo è inferiore a quello della Jeep Renegade 1.0 (10,8 km/l rilevati contro 9,8). Ma le ruote di 19’’ causano rumori di rotolamento, che si sommano ai fruscii. E, nei viaggi, si vorrebbe un poggiapiede sinistro più ampio. Vivace la ripresa dopo i rallentamenti.



fonte : Alvolante.it


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Immatricolata la prima auto a idrogeno in Italia: ecco la ‘cella’ che ci cambierà la vita

ll’inizio di aprile, quando sono stati pubblicati i dati sull’andamento del mercato italiano dell’auto in marzo, oltre alle righe abituali ce n’era una in più. E in questa riga c’è scritto che nel marzo 2019 è stata immatricolata una vettura elettrica a fuel cell alimentata a idrogeno. È una Hyundai Nexo, costo di listino 69.000 euro, che Hyundai Italia ha consegnato a Bolzano ad “Autostrada del Brennero spa”, ovvero a chi gestisce l’arteria “sempre più verde” che collega l’Italia al nord Europa.

In più, a Bolzano, c’è l’unico, ma ancora per poco, distributore pubblico di idrogeno per autotrazione (lì ci fanno il pieno gli autobus che girano in città).

E questa Nexo appare come la pioniera di una nuova era, quella dell’idrogeno, della mobilità pulita e delle auto elettriche (perché questo tipo di vetture sono mosse da un motore elettrico) che hanno autonomie da 600 chilometri e si riforniscono di idrogeno a un distributore, come se fosse benzina o metano (e nello stesso tempo). Un carburante, l’idrogeno, che costa produrlo, che presenta alcuni problemi nel renderlo fruibile per l’autotrazione, ma che si può trasportare e conservare e che soprattutto è usato nell’industria da decenni e le tecnologie per trattarlo, anche in termini di sicurezza, sono arcinote

fonte:https://it.businessinsider.com/

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Le priorità italiane per una mobilità sostenibile

di Beppe Grillo – Tutti sappiamo che la mobilità italiana ha gravi problemi, sia di congestione del traffico, e quindi a livello di tempi di percorrenza, sia per l’inquinamento atmosferico che genera, con conseguenze che in parte gravano immediatamente sulla salute, e in parte contribuiscono considerevolmente ai cambiamenti climatici.

Come risolvere, o migliorare il più possibile, la situazione? Quali sono gli elementi prioritari su cui agire?

Premettiamo questo: mobilità sostenibile non significa affatto sostituire (in Italia) 37 milioni di automobili con motore a scoppio, più altri 12 milioni di veicoli (camion, moto e motorini, trattori ecc.) sempre con motore a scoppio, con altrettanti veicoli elettrici, ma viceversa RIDURRE drasticamente tale numero, a favore di una mobilità molto più pubblica, condivisa, leggera, e un miglior utilizzo delle “Autostrade del mare” per il trasporto merci di lungo raggio, e nazionale.

Quali sono i veicoli che inquinano maggiormente? Ovviamente il parco veicoli “vecchio”, quindi a decrescere Euro 0, 1, 2 ecc., ma a parità di “Euro” c’è molta differenza tra un veicolo privato di una famiglia “media” che percorre circa 11mila km all’anno e i veicoli “di servizio” come quelli addetti al trasporto merci, al trasporto pubblico, al noleggio, all’asporto rifiuti ecc, che diversamente fanno decine e decine di migliaia di Km/anno. Ovviamente quest’ultima è la categoria più inquinante, e quindi è su tale fronte che dobbiamo agire prioritariamente per ridurre le emissioni inquinanti. E da dove partiamo? Partiamo dalle città, perchè in queste vive il 50% della popolazione, consuma il 75% dell’energia ed emette l’80% della CO2.

Seconda considerazione: su quali categorie di viaggio si può più efficacemente agire con misure “organizzative/preventive”? Sui viaggi “programmati/ripetitivi” come quelli giornalieri per andare al lavoro e a scuola e, relativamente alle merci, egualmente sui trasporti “regolari/ripetitivi”. Su tali tipologie di spostamenti andrebbero disposte delle misure premianti/incentivanti per chi utilizza il trasporto pubblico, lo sharing, il pooling, e la mobilità leggera per quanto riguarda i viaggi delle persone, mentre per il trasporto delle merci a media-lunga percorrenza vanno incentivati i trasporti via rotaia e tramite le “autostrade del mare”.

Tracciata questa cornice generale, analizziamo il trasporto persone: per i nostri spostamenti inquina di più utilizzare un veicolo che pesa 10-15 quintali o uno più leggero? Utilizzare un veicolo di proprietà privata esclusiva o un veicolo in condivisione?

In Italia, stante la consistente maggiore facilità di produzione, sono già attive numerose aziende produttrici di miniveicoli elettrici, che pesano decisamente meno rispetto ai loro cugini con motore a scoppio, e con prestazioni decisamente interessanti (sono ancora poco conosciuti ma prevedo avranno uno sviluppo sempre maggiore). Inoltre le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero valutarli con grande attenzione, stante al fatto che tra i criteri di scelta che regolano gli appalti pubblici, il nuovo codice prevede che si possano contabilizzare anche le esternalità negative, cioè l’inquinamento che l’oggetto da acquistare, provoca.

FONTE BEPPEGRILLO.IT

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Fiat ecco la maxi rottamazione

Fiat esce allo scoperto con una maxi rottamazione valida fino al 31 maggio 2019

Le vettura scontate saranno quelle in pronta consegna, immatricolate entro il 31 maggio 2019

I bonus saranno fino ad euro 6000 a scaglioni, per esempio per una 124 spider fino ad euro 4000

Un esempio pu’ essere la fiat panda (con aria condizionata) che puo’ essere portata a casa con soli 7600 euro sulle auto in pronta consegna e con l’apertura del finanziamento (TAEG 9,93%).

insomma e’ tempo di prenderci una fiat

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Disegno e progettazione del veicolo

La progettazione di automobili o veicoli in generale deve parlare direttamente al cuore delle persone. Oltre a una tecnologia superiore, le auto e i veicoli di successo sono solitamente quelli che hanno un design in grado di suscitare e trasmettere forti emozioni e sensazioni uniche. I designer creativi devono avere a disposizione strumenti software che consentano loro di modellare e plasmare facilmente il contenuto emotivo di tutti i loro progetti.

L’offerta Vehicle Design / Styling & Class A di Dassault Systemes è una soluzione software esclusiva per i progettisti di automobili, che esalta la loro creatività e la capacità di produrre ogni genere di forme complesse e stilisticamente elaborate, e di progetti funzionali. La soluzione copre tutto il flusso di lavoro della progettazione e dello styling dei veicoli, dal design industriale alle superfici di Classe A. Gli studi di design e i reparti di ingegneria possono così collaborare per ottimizzare il progetto automobilistico dal punto di vista sia estetico sia ingegneristico.

Il nostro software semplice e intuitivo offre a tutte le figure coinvolte nel processo di progettazione e styling del veicolo la libertà di progettare qualsiasi tipo di forma complessa. Le funzionalità avanzate comprendono reverse engineering, superfici di Classi A, diffusione rapida delle modifiche, strumenti avanzati di diagnostica in tempo reale, e visualizzazione di alta qualità. La progettazione efficiente in parallelo basata sulla stretta collaborazione fra deisgner e ingegneri meccanici, unita a strumenti avanzati di revisione dei progetti, permette alle case automobilistiche e ai loro fornitori di portare a termine i progetti automobilistici in tempi più rapidi.

Fonte:3ds.com

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auto sinistrata

Perché conviene vendere un auto incidentata

Quale e’ la situazione sinistri oggi in italia?

La città più pericolosa VIENE AGGIUDICATA A Melito, CON UN indice di incidentalità di 26,66.  MENTRE Milano? SICURAMENTE Peggiora

l’indice di incidentalità, e’ quel rapporto tra gli incidenti stradali denunciati dagli automobilisti alle assicurazioni e i chilometri di strade, per ciascuna provincia italiana.

A Melegnano, nella provincia di Milano, si trova uno dei caselli più trafficati dell’autostrada A1. questa provincia ha il record  di incidenti per chilometro è stato 24,93

A questo punto ci domandiamo dove vanno a finire tutte queste auto incidentate? Sicuramente una grossa fetta viene ripristinata ca carrozzerie affiliate e convenzionate con le compagnie di assicurazioni, altre fetta va direttamente smaltita dai autodemolitori autorizzati (attenzione che nella citta’ di Roma ultimamente quasi tutti i demolitori sono sprovvisti di autorizzazione sospesa dalla giunta Raggi). Infine altra percentuale viene acquista e rivenduta a carrozzerie specializzate per essere rimesse in forma.

E qui entriamo in gioco noi di Autosinistrate.com il nostro compito e’ di ritirare auto abbastanza recenti per poi distribuirle ai professionisti della riparazione, alcune volte i nostri clienti sono proprio gli autodemolitori pronti a selezionarle e rivenderne i componeti. Ricordiamo che quest’ultimi oltre ad essere in regola con lo smaltimento rifiuti devono vendere parti e componenti (esempio organi sterzanti, airbag, impianti frenanti etc) esclusivamente ad officine certificate

In conclusione possiamo anche affermare che una volta subito il sinistro tante volte conviene cedere l’auto sinistrata che non tentare la riparazione, per due aspetti, le auto incidentate nascondo quasi sempre degli imprevisti non preventivati (si puo’ valutare solo dopo aver smontato gra parte della vettura) e in seconda battuta anche per i ricambi sempre piu’ costosi in special modo centraline e airbag.

Autore: Stefano Boratta

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