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Nuove Smart forTwo e forfour EQ sul mercato a gennaio 2020

Ogni diciotto mesi raddoppia il parco di auto elettriche in Italia; i numeri sono ancora piccoli, lo sappiamo, ma la crescita è esponenziale e Smart lo sa bene visto che ha completamente abbandonato lo sviluppo di nuovi modelli a motore endotermico. La loro rivoluzione elettrica è già iniziata da tempo, l’idea stessa di citycar era stata associata alla mobilità alternativa prima ancora che debuttasse il primissimo modello nel 1997 e adesso entra nel vivo.

Dopo aver visto la nuova fortwo e forfour al Salone di Francoforte 2019 abbiamo avuto quest’oggi la possibilità di toccarle ancora con mano, “rubare” qualche informazione in più sulla loro line-up 2020 tutta elettrica e fare il punto sull’anno che si avvia a conclusione. Interessante lo spaccato che mette a confronto le vendite di Smart in Italia tra i primi nove mesi del 2018 e i corrispettivi del 2019: ben 1.732 vetture già consegnate ed un +89% complessivo che testimonia il trend positivo sul mercato. Nel dettaglio:

  • Totale – 920 (2018) vs 1.732 (2019)
  • Fortwo – 795 (2018) vs 1.286 (2019)
  • Forfour – 125 (2018) vs 446 (2019)

La gamma italiana si ridisegna attorno i vecchi propulsori elettrici da 60 kW/82 CV, rimasti invarianti e sempre forniti da Daimler, ed un restyling che conferisce sia linee più moderne sia una dotazione più ricca per tutti i modelli della linea (display più ampio da 8″, nuovo vano portaoggetti, plancia ridisegnata, Android Audo ed Apple CarPlay). Tante le possibilità di personalizzazione, le varianti presto in vendita saranno comunque quattro: Pure, Passion, Pulse e Prime.

Per tutti ci sarà un pacco batterie da 17,6 kWh capace di fornire un’autonomia di 160 km, più che adeguata se si pensa all’uso cittadino e spostamenti di corto raggio. A corredo ci sarà il caricatore di bordo da 4,6 e 22 kW, ma è interessante sottolineare che inclusa nel prezzo ci sarà la Wallbox con garanzia e manutenzione gratuita per 3 anni. Quest’ultima sarà disponibile in tre varianti da 3,7 – 7,4 – 22 kW, per le più potenti sarà richiesto un piccolo esborso non ancora quantificato. L’installazione sarà a poi a carico loro ed avverrà in tempi brevi, con sopralluogo entro 5 giorni e installazione a 15 giorni dall’approvazione.

Grazie alla Wallbox da 22 kW e colonnine di eguale potenza si potrà caricare la batteria dal 10 all’80 percento in soli 40 minuti,altrimenti ci si può sempre rifugiare nella presa domestica da 2,2 kW che fornisce la stessa carica in meno di 6 ore. La vendita di queste ed altre auto elettriche corre di pari passo con le infrastrutture, non a caso è stata rivista anche l’applicazione che adesso permette di visualizzare tutte le colonnine compatibili in Italia ed effettuare la prenotazione (della durata di 15 minuti).

nuova smart forfour

fonte: www.hdmotori.it

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Foto – Volkswagen Golf: l’ottava generazione è la più avanzata di sempre

La Golf è tutta nuova, ha versioni ibride leggere e ibride ricaricabili ed è sempre online. Nelle concessionarie da marzo 2020.

Volkswagen Golf: l’ottava generazione è la più avanzata di sempre

È SEMPRE LEI, MA PIÙ SLANCIATA – Come le sette generazioni che l’hanno preceduta, la nuova edizione della Volkswagen Golf non appare rivoluzionaria sul piano estetico, mantenendo le proporzioni e i volumi del modello che sta per andare in pensione, con il design nitido e preciso che la contraddistingue. Non cambiano, per esempio, la fisionomia del frontale (che conserva sempre una mascherina sottile, seppur tutta nuova e più larga) e del profilo, dove si nota il classico robusto montante posteriore del tetto. Già a un primo sguardo, però, questa ottava generazione della Golf appare più filante e sportiva, con i fari anteriori e i fanali più sottili a allungati, il cofano con due evidenti nervature, il paraurti anteriore avvolgente e, dietro, le fiancate che si allargano appena sotto ai finestrini. 

NUOVO PURE IL MARCHIO – Ad accentuare il carattere sportivo della Volkswagen Golf contribuisce la linea ribassata del tetto, che fa sembrare la nuova Golf più lunga e larga della precedente; in realtà, le dimensioni cambiano poco, con una lunghezza di 428 cm (prima erano 426), una larghezza, invariata, di 179 cm e un’altezza di 146 cm (contro 149); il passo è di 264 cm (erano 262). E al centro della mascherina campeggia il nuovo logo della casa, essenziale, in bianco e nero

fonte:alvolante.it

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Volkswagen ID.3: che la rivoluzione abbia inizio

La Volkswagen ID.3 è la prima di una nuova famiglia di auto elettriche che rivoluzionerà la gamma della VW.

Volkswagen ID.3: che la rivoluzione abbia inizio



DA METÀ DEL 2020 – Al Salone di Francoforte 2019 una delle principali novità è senza dubbio la Volkswagen ID.3, la prima elettrica del costruttore tedesco costruita sulla piattaforma modulare MEB. La ID.3, il cui debutto è stato fissato a metà 2020, sarà inizialmente disponibile nell’edizione speciale 1ST, le cui prenotazioni sono state aperte lo scorso maggio e la cui produzione è stata fissata a 30.000 unità. 
420 KM CON UN PIENO – In tutte le versioni della Volkswagen ID.3 la batteria è collocata nel sottoscocca ed il compatto motore elettrico trasmette la potenza alle ruote posteriori attraverso un cambio monomarcia, garantendo 150 kW di potenza (203 CV) e una coppia massima di 310 Nm. La velocità massima è di 160 km/h. La ID.3 1ST, equipaggiata con una batteria con capacità di 58 kWh, con la quale sarà possibile percorrere 420 km (secondo il cliclo Wltp), è disponibile in tre diversi allestimenti: base, Plus e Max. I prezzi saranno inferiori a 40mila euro.
TANTI ACCESSORI – L’equipaggiamento base della Volkswagen ID.3 in Italia comprende il sistema di navigazione, la radio digitale DAB+, i sedili ed il volante riscaldabili, la regolazione automatica della distanza ACC, il bracciolo anteriore, il cavo di ricarica ed i cerchi in lega da 18 pollici. Il più ricco equipaggiamento 1ST Plus dispone anche di una retrocamera e del sistema di accesso senza chiave Kessy Advanced. L’abitacolo della ID.3 1ST Plus, inoltre, prevede sedili di design, una console centrale che include 2 prese USB C posteriori, dotate di chiusura a serranda e illuminate, e la luce ambiente. Tra gli equipaggiamenti esterni figurano i cristalli oscurati, il pacchetto Exterieur Style in argento, i proiettori a matrice di LED, le luci di posizione posteriori, gli indicatori di direzione e le luci retromarcia a matrice e i cerchi in lega da 19 pollici. La versione top 1ST Max, ha un equipaggiamento che comprende, oltre al sistema di realtà aumentata che prolunga sul parabrezza le informazioni della strumentazione, il sistema audio Beats, un ampio tetto panoramico e i cerchi in lega da 20 pollici. Fanno inoltre parte di questo equipaggiamento anche l’assistente di mantenimento della corsia con Emergency Assist, l’assistente di cambio corsia, il sistema di ricarica wireless, i sedili comfort ed il piano di carico livellato.

MENO DI 30MILA EURO – Dopo la Volkswagen ID.3 1ST, arriveranno anche altre varianti della ID.3, una più economica, che costerà meno di 30mila euro, e una con più autonomia. La versione economica ha una batteria da 45 kWh, che assicura 330 km di autonomia e che può essere ricaricata con una potenza di ricarica massima di 7,2 kW in corrente alternata o di 50 kW in corrente continua (su richiesta è disponibile anche una ricarica con corrente continua di 100 kW).
RICARICHE GRATIS – La Volkswagen ID.3 con batteria da 77 kWh, che garantisce fino a 550 chilometri con una singola ricarica, può invece essere ricaricata con una potenza massima di 11 kW a corrente alternata, e con una potenza fino a 125 kW se collegata alla corrente continua. Stando a quanto dichiarato dalla casa tedesca, con una colonnina rapida da 100 kW, in 30 minuti è possibile ricaricare circa 290 chilometri di autonomia (WLTP) o circa 200 chilometri per un viaggio in autostrada. La casa tedesca sulla batteria, che al fine di abbassare il baricentro è stata posizionata nel sottoscocca, offre inoltre una garanzia di otto anni o 160.000 km. Attraverso il servizio di ricarica We Charge di Volkswagen gli acquirenti possono ricaricare gratuitamente la propria vettura per un anno dal giorno dell’immatricolazione, fino a massimo 2000 kWh, utilizzando le colonnine di ricarica We Charge (in Europa sono oltre 100mila), inclusa la rete di Ionity. 


DESIGN MINIMALISTA – Esteticamente la ID.3 presenta un inedito linguaggio stilistico, sottolineato anche dal nuovo marchio Volkswagen, ristilizzato per l’occasione. Il design minimalista e futoribile è caratterizzato da linee pulite e sbalzi ridotti, inoltre è “amico” anche dell’aerodinamica: il Cx è di 0,267. È lunga indicativamente come una Golf, ma grazie alla trazione elettrica può contare su uno spazio interno superiore, queste le sue dimensioni: lunghezza 426 cm, larghezza 181 cm e altezza 155 cm, con un passo di 276,5 cm. Il peso a vuoto minimo è di 1719 kg. Il frontale è “pieno”, con fanali affilati (disponibili anche a matrice di LED con una potenza di illuminazione di 750 lumen) uniti da una cromatura con in mezzo il marchio Volkswagen. I nuovi fanali hanno inoltre anche una funzione interattiva; ad esempio se il guidatore si avvicina alla propria ID.3 1ST parcheggiata, i proiettori lo accolgono con una rappresentazione luminosa di benvenuto molto scenografica e ispirata allo sguardo umano. Le fiancate sono molto pulite, con un nervatura all’altezza delle maniglie, ed il posteriore ha un tetto spiovente con un piccolo spoiler. Inediti anche i cerchi sportivi, disponibili da 18, 19 o 20 pollici. 
INTERNI ESSENZIALI – Gli interni della Volkswagen ID.3 sono caratterizzati da superfici orizzontali interrotte dai due schemi, uno deputato alla strumentazione e uno preposto al controllo del sistema multimediale. Quest’ultimo è a sbalzo e posizionato al centro della plancia. I tasti fisici sono stati ridotti e l’interazione con il sistema multimediale è garantita dall’assistente multimediale che risponde al comando: “Hello ID”. Simpatica l’idea di contrassegnare i pedali di acceleratore e freno con i simboli “play” e “pausa”.

fonte alvolante.it

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“Vendiamo auto usate con un risparmio del 15% e vogliamo diventare l’Esselunga dei motori”: la scommessa digitale di brumbrum

L’obiettivo è ambizioso: creare un marchio di rilevanza nazionale per la vendita di auto usate. Di più: “Un nome che immediatamente evochi l’immagine di una macchina da comprare. Vogliamo dare vita a un brand che per i veicoli rappresenti quello che sono, per esempio, Esselunga per la spesa o Zara per l’abbigliamento”. Francesco Banfi ex partner di McKinsey è il fondatore e amministratore delegato di brumbrum ex start up capace di raccogliere quasi 30 milioni di euro di finanziamenti e investirne circa quattro in uno stabilimento a Reggio Emilia con la capacità produttiva di 1.200 vetture al mese. Un impianto che a regime dovrebbe dare un lavoro a oltre 100 persone. Numeri lontani da quelli dell’immagine della tradizionale start up digitale.

“Brumbrum è un’azienda innovativa dove tecnologia e mondo digitale si fondono con lo spazio fisico. L’idea della società è nata quando ci siamo accorti che il processo di vendita delle auto era rimasto fermo e ancorato a modelli vecchi di decenni e ormai superati: noi – racconta l’imprenditore reggiano – siamo in grado di consegnare una vettura in 3 giorni, il tempo di sbrigare la formalità burocratiche”. Ma i tempi d’acquisto sono anche più veloci come nel caso di una Panda 4X4 venduta a un marchigiano 14 minuti dopo esser stata pubblicata online.

L’assioma di Banfi è semplice, ma estremamente razionale: in Italia la vendita di auto passa attraverso i concessionari con un processo lungo e macchinoso. “L’online è una semplice vetrina che spesso non rispecchia le reali auto messe in vendita e visionare i mezzi è complicato quando non impossibile. A questo si aggiungono tempi di consegna sempre lunghissimi” prosegue il fondatore di brumbrum. L’ex startup emiliana, invece, ha ribaltato il modello di business al punto che l’auto viene pubblicizzata online solo quando è pronta per essere consegnata. “L’investimento nella fabbrica a Reggio Emilia è fondamentale proprio per questo: ci permette di ottimizzare i tempi di rigenerazione delle vetture. Solo quando pronte vanno in rete” spiega Banfi che poi aggiunge: “Molti italiani hanno ancora il mito della vettura nuova, ma le cose stanno cambiando. Anche grazie ai processi di rigenerazione: al netto dei chilometri segnati è difficile distinguere una nostra macchina da una nuova”.

L’ultimo aumento di capitale servirà adesso a consolidare la crescita di brumbrum sul mercato italiano e a porre le basi per l’espansione in Europa, un mercato che vale circa 300-400 miliardi di euro. E se l’acquisto e il noleggio di una nuova auto rientrano fra le prime tre voci di spesa in tutti i mercati occidentali, brumbrum punta a rispondere con soluzioni sempre più flessibili alle esigenze dei consumatori. “Da quando siamo partiti abbiamo stretto solidi rapporti con partner importanti come Arval e abbiamo attirato l’interesse di grandi investitori come Accel, Bonsai Venture Capital, e.ventures e United Ventures. L’ultimo round d’investimento, in particolare, rappresenta il più grande investimento mai realizzato da Accel in Italia”.

Leggi anche Ecco 10 cose che dovresti fare prima di comprare un’auto usata

L’imprenditore non sbilancia sul giro d’affari della società e si limita a dire di aver raggiunto “migliaia di clienti” e di avere “una marginalità positiva per ogni mezzo venduta, in questa fase, però stiamo investendo molto sul lancio e il consolidamento del marchio” puntando su un “sofisticato sistema di ricerca e pricing tramite machine learning” che guida la decisione d’acquisto, incrociando l’offerta dei veicoli con la domanda dei consumatori.

fonte:businessinsider.com

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Auto, al via ecotassa 2019 per modelli inquinanti: ecco la guida

Colpite tutte le auto nuove che hanno emissioni superiori a 160 g/km di CO2. Si paga da 1500 a 2500 euro. Bonus fino a 6000 euro per le elettiche

Alla fine è arrivata. Dopo mille polemiche, proteste e benedizioni, la famosa Ecotassa è realtà. Diciamo subito che riguarda solo le auto nuove (nulla cambia per quelle che già circolano), e che lo schema di funzionamento, in sintesi, è questo: chi compra una vettura nuova con emissioni di 161-175 g/km (molte Jeep, Bmw, Audi e Mercedes a benzina) paga 1.100 euro, che poi diventano:
1.600 euro per le vetture con emissioni tra i 176 e i 200 g/km (quasi tutti i maxi suv a benzina)
2.000 euro per le vetture con emissioni da 201 a 250 g/km (quasi tutte le Porsche e le sportive)
2.500 euro per le vetture con emissioni oltre 250 g/km (quasi tutte le Ferrari e le Lamborgini). Le auto al di sotto dei 161 g/km di CO2 non pagano

fonte:larepubblica.it

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Ferrari F8 Tributo: da ammirare e da guidare

La nuova Ferrari F8 Tributo è la massima espressione della sportività, con un V8 biturbo da ben 721 CV e raffinate soluzioni aerodinamiche e di controllo della dinamica. Ma su strada sa anche lasciarsi domare.

Ferrari F8 Tributo

Ferrari F8 Tributo 3.9 V8 HELE DCT Basta nominarla e…

Ferrari F8 tributo: il nome della nuova granturismo racconta molto di lei. Anzitutto parla di un motore V8 in posizione posteriore centrale, come succede per le berlinette del Cavallino fin dai tempi della 308 GTB del 1975. Ma questo bolide vuole essere anche un omaggio al pluridecorato otto cilindri made in Maranello: vincitore per quattro volte consecutive (dal 2016 al 2019) del titolo internazionale di miglior motore dell’anno, e appena eletto “eccellenza motoristica” dell’ultimo ventennio. Attorno a questo gioiello della tecnologia si sviluppa la nuova Ferrari F8 Tributo, la più performante fra le “rosse” a otto cilindri prodotte in serie. La necessità aguzza l’ingegno

Il V8 biturbo della Ferrari F8 Tributo ha 721 cavalli. Sono 52 in più che nella precedente 488 GTB (leggi qui il primo contatto) sulla cui base, affinata sotto ogni punto di vista, nasce il nuovo modello. L’aumento di potenza è stato ottenuto con soluzioni sperimentate nelle GT da corsa: dai pistoni in titanio, ai sensori di velocità di rotazione sui turbocompressori. Sono poi stati alleggeriti gli alberi a camme e quello a gomiti, e complessivamente la dieta del V8 ha portato a un guadagno di ben 18 kg: quasi il 50% rispetto ai 40 kg risparmiati sull’intera vettura. Diverse soluzioni sono riprese dalla 488 Pista (qui le nostre impressioni di guida), che ha la stessa potenza. Ma le differenze non mancano. Anzitutto, nell’impianto di scarico: nella Ferrari F8 Tributo è stato necessario montare due filtri antiparticolato (uno per ogni bancata del V8) per soddisfare le normative Euro 6d e i nuovi standard cinesi 6b, ancora più severi, soprattutto in materia di particolato. Un vincolo che ha richiesto di mettere a punto nuove soluzioni, ottenendo al contempo un suono più coinvolgente che nella 488 GTB.

Tutto tra le mani. Anche troppo

L’elaborata plancia della Ferrari F8 Tributo è una vera scultura, realizzata in fibra di carbonio e rivestita in Alcantara: materiali leggerissimi, che richiamano il mondo delle corse. Ispirate invece ai motori degli aerei a reazione sono le nuove bocchette circolari. Come di consueto, la strumentazione è raccolta tutta attorno al guidatore: al centro spicca il contagiri, unico elemento analogico, mentre ai lati due schermi configurabili visualizzano le funzioni del sistema multimediale (navigatore incluso) e del computer di bordo, a partire dai settaggi della vettura. E poi c’è il volante con l’immancabile manettino, il selettore delle modalità di guida che ormai da 15 anni è un marchio di fabbrica per le “rosse”. Tutto attorno, quasi come in una Formula 1, ci sono tanti altri comandi: dal tasto per ammorbidire la risposta degli ammortizzatori a quelli per gestire gli abbaglianti e gli indicatori di direzione, dal pulsante e dalla rotella per i tergicristallo al bottone d’avviamento del V8. Per finire con il clacson. Insomma, all’inizio si rischia di fare un po’ di confusione. 

fonte:alvolante.it

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La casa tedesca presenta il suo primo modello a batterie: è la berlina sportiva Porsche Taycan, con motori da 680 e 761 CV.

LINEE DA SPORTIVA – C’era grande attesa qui al Salone di Francoforte per l’anteprima della Porsche Taycan, la prima auto elettrica della casa tedesca: è una berlina a quattro porte (nel 2020 arriverà la wagon Taycan Sport Turismo) lunga 496 cm, larga 196 cm e alta appena 138 cm, con linee filanti e dettagli da vera Porsche. Si distingue infatti per l’aspetto pulito del largo frontale, per gli scolpiti passaruota e il tetto spiovente, sembra una Porsche 911 allungata. Il coefficiente di resistenza all’avanzamento Cx è di 0,22, un valore assai ridotto incide positivamente sulla silenziosità dell’auto (si avvertono meno fruscii d’aria) e la sua efficienza (ne guadagnano i consumi di energia elettrica). L’assenza di un ingombrante motore fa sì che la Taycan abbia due vani per bagagli: uno anteriore da 81 litri e uno posteriore da 366 litri. 

CAMBIO A DUE VELOCITÀ – Due le versioni inizialmente disponibili, già ordinabili in Italia: la Porsche Taycan Turbo, con 680 CV e 850 Nm, parte da 156.817 euro, mentre la Turbo S da 761 CV e 1050 Nm costa 190.977 euro. Entrambe hanno batterie da 93,4 kWh di capacità e due motori, uno per ogni asse delle ruote, oltre alla trazione integrale. Il “pacchetto” composto da motore, trasmissione e inverter è molto compatto e, a detta della Porsche, ha la più alta densità di potenza (kW per litro di spazio del “pacchetto”) tra i powertrain elettrici presenti oggi sul mercato. Un’altra peculiarità della Porsche Taycan è il cambio a due velocità sull’asse posteriore; la prima marcia dà alla Taycan un’accelerazione maggiore da ferma, mentre la seconda marcia, con un rapporto di trasmissione lungo, garantisce un’alta efficienza e elevate riserve di potenza. Ne deriva una velocità massima di 260 km/h, superiore a molte auto elettriche oggi sul mercato, ma anche accelerazioni ‘0-100’ di 3,2 e 2,8 secondi in base alla versione. L’autonomia della Taycan Turbo può raggiungere i 450 km, ma non va oltre i 412 km/h per la Taycan Turbo S.

L’ELETTRONICA VIGILA – A vigiliare sul comportamento fra le curve della Porsche Taycan pensa il sistema di controllo Porsche 4D Chassis Control, che analizza e sincronizza tutti gli elementi del telaio in tempo reale: è compito dell’elettronica regolare le sospensioni pneumatiche adattive con molle ad aria (Porsche Active Suspension Management, PASM), il sistema elettromeccanico di regolazione del telaio e stabilizzazione del rollio (Porsche Dynamic Chassis Control Sport, PDCC Sport) e il Porsche Torque Vectoring Plus (PTV Plus), che agisce ripartendo in maniera variabile la coppia alle ruote a seconda delle condizioni di guida. L’utente può scegliere il carattere della vettura selezionando tra le quattro modalità di guida: Range, Normal, Sport e Sport Plus. È inoltre disponibile la modalità Individual, com la quale si può personalizzare la vettura in base alle proprie esigenze.

LA PRIMA A 800 VOLT – La Porsche Taycan è la prima auto elettrica di produzione con una tensione di sistema di 800 volt, che consente di “fare il pieno” assai più velocemente rispetto alle tradizionali auto elettriche (il loro impianto elettrico ha 400 volt). In cinque minuti, utilizzando la corrente continua delle colonnine di ricarica da 350 kW, la batteria può essere ricaricata per un’autonomia fino a 100 km; per passare dal 5 all’80% sono invece necessari 22,5 minuti (la potenza massima di ricarica è di 270 kW). Gli utenti possono comunque ricaricare la propria auto a casa con una potenza fino a 11 kW di corrente alternata, ma i tempi inevitabilmente si allungano.

Fonte: alvolante.it

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Auto incidentata, cosa fare: meglio ripararla o meglio venderla?

Quando ci si ritrova con un’auto incidentata le opzioni sono due: ripararla per tenerla oppure venderla nello stato in cui si trova. Cosa fare? Dipende dai casi.

Quando il proprio veicolo subisce un sinistro più o meno importante si pone un dilemma: riprarare l’auto incidentata per tenerla o venderla al prezzo di mercato, oppure cederla nello stato in cui si trova accettando una sostanziale decurtazione del valore?

Non si tratta di una scelta semplice, perché va a toccare due corde “sensibili”:

  • la spesa da affrontare per sostenere i costi di riparazione;
  • la sicurezza della vettura, che deve essere preservata nella riparazione.

Prima di valutare le diverse opzioni è importante capire si intende per “auto incidentata”. È una definizione che include tutte quelle vetture che hanno subito un sinistro, danni che comportano una riparazione in carrozzeria e che devono essere segnalati al momento della vendita.

Auto incidentate: non sono tutte uguali

Parlando di auto incidentata ci riferiamo a sinistri di media e grande entità. Escludiamo quindi tutti quei piccoli danni come graffi, ammaccature o piccole rotture che non implicano riparazioni sostanziali. Escludiamo anche situazioni come quelli che comportano danni limitati alll’impianto di illuminazione, agli specchietti laterali e agli altri componenti di vetro, che non richiedono la segnalazione se possono essere sostituiti.

Focalizziamo l’attenzione sui danni causati da incidenti che necessitano di un intervento più profondo ma che – se il telaio non è danneggiato – sono riparabili senza particolari problemi da un professionista. Se si limita alle parti che si possono staccare, la riparazione è molto semplice: i parafanghi, i cofani, le portiere, il portellone posteriore e i paraurti vanno svitati e sostituiti.

Alcuni di questi possono essere sostituiti perfino con il “fai da te” nel garage di casa. In caso di una successiva vendita dell’auto – però – il sinistro e la conseguente riparazione vanno segnalati all’acquirente. Meglio conservare la documentazione, sarà più facile spiegare l’entità delle riparazioni.

Se – invece – l’auto ha subito danni o deformazioni al telaio la situazione è più complicata. In questo caso è necessario rivolgersi ad un carrozziere attrezzato con il banco di riscontro, perché il lavoro dovrà essere fatto a regola d’arte per preservare la sicurezza e la stabilità della vettura.

Auto incidentata: conviene ripararla o meglio rottamarla?

Di fronte ad un’auto incidentata e nel caso in cui si abbia colpa – quindi senza possibilità di risarcimento da parte dell’assicurazione – cosa è meglio fare? Riparare l’auto o venderla? Oppure ancora rottamarla, se le condizioni sono tali da rendre non economica neppure la riparazione?

Non esiste una risposta univoca: molto dipende dall’entità del danno, dallo stato generale della vettura, dal suo valore e dalla disponibilità economica del proprietario. Tutti elementi che vanno presi in considerazione per valutare complessivamente come procedere.

Valutare il tipo di danno prima di decidere

Il primo elemento da considerare è l’entità del danno, per è necessario uno o più preventivi per la riparazione. Non tutti gli urti sono uguali e hanno lo stesso effetto sui componenti dell’auto. Ad esempio, il frontale tende a deformarsi di più per assorbire l’energia della collisione ed è quindi più oneroso da riparare.

Le fiancate sono invece generalmente più robuste, perché realizzate in modo da proteggere i passeggeri in caso di urto laterale. Discorso simile per il posteriore, che però sconta un design spesso elaborato.

Un aspetto da includere nella valutazione economica è lo stato complessivo della vettura prima di deciderne la riparazione. Se, ad esempio, l’auto è molto usurata o molto vecchia la riparazione potrebbe non essere conveniente. Se il costo della riparazione supera il valore dell’auto può essere consigliabile un cambio con una vettura usata e in uno stato migliore.

Valutare la disponibilità economica e la spesa

Il costo della riparazione è probabilmente il punto più sensibile per il proprietario di un’auto incidentata. Quello che in genere diventa l’ago della bilancia nel decidere cosa fare. Certo, l’obiettivo è quello di risolvere l’esigenza di mobilità spendendo il meno possibile, ma ci sono aspetti da non sottovalutare come la sicurezza.

Se il danno non interessa elementi strutturali come il telaio, si può prendere in considerazione l’idea di scegliere ricambi commerciali al posto di quelli originali e marchiati dalla Casa costruttrice, a patto che siano – comunque – omologati per la vettura in questione.

È importante anche mettere a confronto diversi preventivi di riparazione: per danni non gravi si può optare anche per la proposta con la manodopera più conveniente. Se il danno inficia la sicurezza dell’auto, invece, lesinare sulla riparazione equivale a farlo sulla sicurezza dei passeggeri.

Auto incidentata: cosa fare?

Un’auto incidentata va trattata con particolare attenzione. Decidere se ripararla o rottamarla è una scelta che va fatta in base ad una una serie di considerazioni che non sono solo di natura economica, ma anche tecnica e inerenti la sicurezza.

Esiste anche una terza via: quella di vendere l’auto nello stato in cui si trova. Non ci si ricaverà molto, ma può essere una valida alternativa alla rottamazione. Se non è una via percorribile, allora meglio demolirla presso un centro autorizzato, che deve rilasciare il certificato di demolizione e provvedere alla radiazione dal PRA.

Se si decide per la riparazione dell’auto incidentata, bisogna ricordare di segnalare il danno e la successiva riparazione in caso di vendita. Meglio tenere una documentazione fotografica e fiscale del dei danni, servirà a dimostrare la propria buona fede. Un lavoro fatto a regola d’arte riduce la svalutazione del veicolo.

Fonte money.it

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Prime informazioni tecniche su Nuova Fiat 500X Sport

La Fiat 500X S-Design? scordatevela, la nuova versione Sport sarà un pò più sportiva, non solo nel nome.
Dopo l’estate la gamma 500X si arrichisce di un inedito allestimento sportivo. 500X Sport ha paraurti specifici e più grintosi, oltre a nuovi cerchi in lega. Le sospensioni sono state irrigidite per migliorare l’agilità. Al debutto ci dovrebbe essere un 1.3 GSE, mentre le versioni ibride dovrebbero arrivare nel corso del 2020, per dare la precedenza al debutto commerciale della Jeep Renegade PHEV.  

fonte: passioneautoitaliane.com

afittare un auto

Un noleggio auto per l’estate

Nonostante quest’anno maggio si sia dimostrato particolarmente piovoso, ci stiamo avvicinando pian piano al momento in cui ci si riunisce, in famiglia o tra amici, per decidere dove andare in vacanza quest’estate.Così, nonostante la crisi economica e le altalenanti notizie sull’economia, è giusto che arrivi il momento di “staccare” dalla quotidianità e dedicarsi ad un po’ di relax.Questo non vuol dire, però, che in sede di organizzazione del viaggio, si decida di prenotare tutto all’ultimo minuto: le probabilità di trovare delle “occasionissime” sono in realtà poche, e, anzi, è forte il rischio di non trovare affatto ciò che si sta cercando o, peggio, di trovarlo pagandolo a carissimo prezzo. Ecco che prenotare in anticipo può essere una mossa vincente!Questo vale per la prenotazione dei voli in aereo, così come la nave o il treno, per gli hotel o l’affitto di una casa al mare o in montagna; ma vale anche, e soprattutto, per il noleggio auto e vogliamo perciò suggerirvi alcuni accorgimenti, per poter risparmiare, con Auto Europe, in maniera sensibile, senza correre il rischio di non trovare l’auto che ci occorre.Come è facilmente comprensibile, gran parte delle flotte degli autonoleggiatori sono costituite da auto piccole, appartenenti alla cosiddetta categoria “economy”, che, per chi non ha particolari esigenze connesse al noleggio, rappresenta la soluzione più conveniente e, quindi, di maggior “successo”.Ecco perché, soprattutto nelle località che si animano particolarmente d’estate, e in special modo nelle isole, dove, per ovvi motivi, la “concorrenza” è un po’ limitata, prenotare l’auto con anticipo, anche quattro settimane prima, significa assicurarsi il noleggio auto adatto alle proprie vacanze, a prezzi assolutamente convenienti.Essendo poi Auto Europe una società che lavora con più compagnie di autonoleggiatori, in ogni località ha maggiori possibilità di trovare l’auto che il cliente sta cercando, oltretutto a prezzi imbattibili.E questa “politica” si rivela particolarmente vincente proprio d’estate: provate infatti, ad agosto, a rivolgervi ad una compagnia di autonoleggio, magari all’aeroporto dove siete appena sbarcati, senza una prenotazione. Sarete fortunati se riuscirete a trovare “qualcosa” ma, certamente, non ad un prezzo “amichevole”!Se poi le vostre esigenze sono un po’ più complesse, ad esempio se, viaggiando con la famiglia, si ha bisogno di una monovolume o comunque di auto di categoria superiore, il rischio di rimanere delusi aumenta in modo esponenziale.Insomma, come vedete, se volete risparmiare sul noleggio (fino al 30% dei prezzi correnti sul mercato), se volete essere certi di trovare l’auto che volete nella località che volete nulla di meglio che prenotare con Auto Europe.Anche perché, se per qualche motivo dovreste cambiare idea, Auto Europe permette la modifica e la cancellazione gratuita della prenotazione entro 48 ore dal ritiro dell’auto!Insomma, fatevi furbi e, prenotando in anticipo, garantitevi la migliore vacanza possibile.Il team Auto Europe

fonte, autoeurope.it

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