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Cosa troveremo nei prossimi anni in casa Fiat ops FCA

Ecco le novita’ in casa Fiat nei prossimi anni, logicamente la conversione e’ verso le auto elettriche-ibride, poi lo sviluppo delle auto gpl e metano.

Il top della fiat e’ e restera’ la Panda, occhi puntati sul nuovo modello elettrico a basso costo che sara’ il fiore d’occhiello della casa Torinese.

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Chi acquista auto incidentate?

Chi cerca auto incidentata?

Quali auto sono più facili nella riparazione?

A chi rivolgerci per riparare una auto incidentata un maniera adeguata al danno ed al costo?

conviene sempre agli operatori del settore rivolgersi ad auto sinistrate?

e’ vero chje le auto incidentate hanno il vantaggio di avere pochi km?

c’e’ differenza di prezzo per una riparazione di una auto incidentata tra nord e sud?

sondaggio di oggi


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Auto e Covid19 come sara’ il futuro

Come cambierà il settore auto automotive dopo il covid19

Ci saranno prezzi pazzi dopo la crisi?

Le auto avranno un valore marginale nella nostra vita?

Le auto incidentate verranno sempre riparate o scartate?

Ci saranno restrizioni alla circolazione?

Oppure 

Ci sarà il boom economico 

Le persone realizzeranno il loro sogno acquistando finalmente l’ auto amata

Spenderanno di più perché forse si è capito che risparmiate molto non vale la pena

Vivere come se non ci fosse un domani

A voi i commenti

Io vedo il bicchiere mezzo pieno 

Voi?

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«Auto in crisi epocale, serve la rottamazione per battere il coronavirus»

Abbiamo parlato con parlato della crisi in atto con Gianluca Italia, amministratore delegato Overdrive e con Roberto Pietrantonio, managing director di Mazda Motor Italia per avere un quadro della situazione.

A marzo, a causa del lockdown generato dal coronavirus, ha visto le immatricolazioni praticamente azzerate e aprile vedrà uno scenario ugualmente drammatico. In marzo le immatricolazioni in Italia hanno registrato un calo di quasi l’86% (appena 28.326 unità). Un livello analogo un livello paragonabile a quelli dei primi anni ’60 del secolo scorso quando il processo di motorizzazione di massa nel nostro Paese stava muovendo i primi passi. Secondo Unrae, l’associazione dei costruttori stranieri, il coronavirus sta mettendo in ginocchio l’intero sistema, che si trova già ad affrontare problemi come costi fissi elevati, scarsa marginalità.

L’associazione ipotizza due possibili scenari: una chiusura totale fino a tutto maggio comporterebbe un calo del 32% (a 1,3 mln di unità nel 2020) e con un prolungamento a tutto agosto porterebbe il mercato soglia del milione di unità segnando un -46%.

Abbiamo parlato della crisi in atto con Gianluca Italia, ex capo di Fiat Emea e ora amministratore delegato della concessionaria Overdrive e con Roberto Pietrantonio, managing director di Mazda Motor Italia per avere un quadro della situazione dal punto di vista di chi è sul mercato e da quello di brand importante ma dai volumi contenuti.

Quale è la situazione attuale? Sia, e da quello del mercato dall’osservatorio di una realtà milanese?
“La situazione – afferma Gianluca Italia – è estremamente difficile per tutti, indipendentemente dal brand o dai volumi, dai generalisti a quelli più di nicchia e premium come Mazda, sono nel medesimo stato. Non c’è possibilità di vendita al netto di quelle fatte via web. Come concessionaria ci siamo strutturati per favorire la vendita online ma questo ha dei forti limiti: sicuramente il cliente può reperire tutte le info di cui ha bisogno sul web – caratteristiche di prodotto, prezzo, valutazione dell’usato, tempi di consegna – ma per finalizzare l’acquisto ha bisogno di vedere dal vivo l’auto e, ovviamente, vuole provarla, non si può prescindere da questo.
Stessa cosa per il service, stiamo creando una lunga coda di clienti che vorrebbero usufruire di servizi come riparazione o tagliandi, ma è tutto bloccato. E la situazione è più drammatica in Lombardia e nell’area milanese duramente colpita dal coronavirus.”

“A soffrire di più in questo momento – dice Roberto Pietrantonio – sono ovviamente le concessionarie che sono più esposte. Tante aziende in Italia, circa 1400 con un giro di affari che ha un peso significativo sul PIL e 120.000 persone impiegate, con un conseguente impatto economico importante. Il mercato è fermo e le concessionarie accusano una grave crisi di liquidità. Per questo, noi di Mazda Italia abbiamo cercato, insieme al nostro partner Santander, di sostenerli da subito concretamente con misure finanziarie per agire sulla dilazione dei pagamenti o anticipando delle somme da parte nostra verso di loro. L’effetto combinato delle misure consente ossigeno alle concessionarie al momento presente, ma si rendono necessarie azioni ulteriori, considerando che le concessionarie sono ferme. Mazda ha cercato, nel suo piccolo, di fornire il proprio contributo – siamo un brand con circa lo 0,7% di quota del mercato in Italia – ma abbiamo cercato di agire in brevissimo tempo per tutelare il business, con grande apprezzamento degli imprenditori nostri partner”.

1 aprile 2020

(AdobeStock)
  1. immatricolazioniAuto, crollo dell’85,4% sul mercato italiano per colpa del Covid-19di Filomena Greco

Cosa accadrà dei prossimi mesi?
“La ripresa sarà molto lenta, prevediamo – dichiara Italia – fino al mese di agosto incluso – un fatturato tra il 20% e il 30% rispetto alla normalità, con la speranza che nell’ultimo trimestre le vendite ripartano. Possiamo sperare in un fatturato del 50-60% fino alla fine dell’anno se lo stato interverrà con misure di supporto come la rottamazione”.

“Stiamo osservando con attenzione ciò che sta accadendo in Cina e le dinamiche che si sono verificate con i primi segnali di ripresa – avverte Pietrantonio – . Ovviamente il contesto economico è totalmente diverso ma sicuramente il comportamento di acquisto dei clienti può essere indicativo. C’è una maggiore attenzione al mezzo privato dovuta alla distanza sociale a cui siamo e saremo costretti a lungo e c’è un forte interesse verso le vendite online. È proprio sulle vendite online che ci stiamo concentrando in questo momento insieme alla rete dei concessionari per mettere la multicanalità a disposizione dei clienti. Infine, il contesto economico è fondamentale e l’auspicio è che ci sia la dovuta attenzione da parte del Governo italiano e delle istituzioni europee con le giuste misure per fare ripartire il mercato e dare fiducia ai consumatori. Su questo ultimo punto auspichiamo misure veramente importanti considerando il peso molto rilevante del settore sul PIL”.
“C’è – continua Italia – un’analisi molto interessante del Cerved che stima l’impatto del coronavirus fornendo due scenari: uno più ottimistico, che prevede una perdita del 25% per il settore auto; l’altro, più pessimistico ma forse più reale, che stima una perdita del 55% ma, molto probabilmente, sarà anche più alta di questa, con la Lombardia come la regione più penalizzata in assoluto.

Quanto ossigeno hanno ancora i concessionari? E le case?
“Dipende molto dal concessionario e dal patrimonio netto – dichiara Italia. Un concessionario di medie dimensioni credo riesca a resistere tre mesi ma poi, per poter ripartire, ha bisogno di misure a capital incentive, ovvero di supporto alla liquidità”. “Certamente – sostiene Pietrantonio – anche le case subiscono importanti ripercussioni, dovendo riadeguare i volumi produttivi alla domanda calata drasticamente, con tutte le conseguenze del caso. La diffusione mondiale del virus non aiuta poi a compensare volumi e profitti su differenti aree geografiche, quindi si prospetta un anno molto doloroso per l’intero settore”.

Quali sono strategie per la ripresa?

Secondo Pietrantonio servirebbe “una ricetta molto ampia, con iniezione robusta di risorse per dare fiducia e serenità ai consumatori, gran parte dei quali sono a loro volta colpiti dalla crisi economica. Idee da parte dei Costruttori ce ne sono tante e più volte sono state poste all’attenzione del Governo, come ad esempio il supporto ai privati – canale di acquisto già in sofferenza a gennaio e febbraio – tramite estensione dell’eco-bonus a fasce emissive più ampie e quello alle aziende tramite allineamento alle logiche fiscali applicate quasi in tutta la UE tranne che in Italia”.

“Ritengo – afferma Italia – ci siano due strategie per la ripresa. Innanzitutto una che definisco di “pronto soccorso” sui costi fissi. Ovvero il supporto alla liquidità prima menzionato ed estendere a tutti i concessionari l’accesso ai finanziamenti a tasso zero che l’ultimo decreto governativo ha definito. Non è realistica la distinzione tra piccole e medie imprese e grandi imprese. Siamo aziende con elevato fatturato ma anche con margini molto bassi, in media dell’1-1,5 e dovremmo per questo essere inclusi nella misura e non essere considerati in base al fatturato.
L’altra area importante sulla quale agire è il costo del personale. Oltre alla cassa integrazione che è sicuramente una misura apprezzabile, è necessario il supporto anche relativamente al pagamento dei contributi dei dipendenti, perché la ripresa sarà molto lenta e graduale”.
Infine, il supporto per gli affitti: il credito di imposta al 60% deliberato per la categoria dei piccoli negozianti sarebbe fondamentale per noi concessionari, perché è sui locali e sulle manutenzioni che sosteniamo i costi più elevati, spazi enormi che allo stato attuale non producono reddito. Per la ripartenza vera, infine, la misura è la rottamazione statale”.
Secondo Pietrantonio servirebbe “una ricetta molto ampia, con iniezione robusta di risorse per dare fiducia e serenità ai consumatori, gran parte dei quali sono a loro volta colpiti dalla crisi economica. Idee da parte dei Costruttori ce ne sono tante e più volte sono state poste all’attenzione del Governo, come ad esempio il supporto ai privati – canale di acquisto già in sofferenza a gennaio e febbraio – tramite estensione dell’eco-bonus a fasce emissive più ampie e quello alle aziende tramite allineamento alle logiche fiscali applicate quasi in tutta la UE tranne che in Italia”.

Serve dunwue una rottamazione?

Da più parti, dunque nel settore automotive si chiede verso un meccanismo di sostegno alle vendite. I due manager ritengono che il ricorso alla rottamazione potrebbe essere una soluzione che stimoli in maniera importante i consumatori, ma è necessario che sia aperta, ovvero che non includa solo le vetture elettriche o ibride, ma anche i benzina e i diesel di ultima generazione, perché in questo momento storico dobbiamo parlare a tutti e non solo a una ristretta nicchia di clienti. In ogni caso Mazda sosterrà le posizioni dell’associazione di cui fa parte, l’UNRAE.
4.È il caso di continuare a spingere, in Italia e tanto più in Europa, sulla riduzione della CO2? Cosa pensate di una eventuale moratoria sulle emissioni UE?

“Credo – dichiara Italia – sia indispensabile una moratoria di almeno un anno, per permettere alle Case di utilizzare le proprie risorse in azioni di supporto ai concessionari con attività di comunicazione e promozione per stimolare la domanda. Per Pietrantonio invece “È importante che vengano riconsiderate le priorità del settore auto in questo momento e sicuramente la situazione attuale lo mette fortemente in crisi e ne mina la sopravvivenza. Abbiamo bisogno di scelte coraggiose e una moratoria da parte della UE darebbe respiro alle Case e permetterebbe loro di investire le risorse per tutelare il business compromesso, senza necessariamente pregiudicare il percorso virtuoso che le tematiche ambientali seriamente pongono”


Quando e se ci sarà la ripresa, quale sarà la geografia del mercato post coronavirus? Su quali segmenti si concentrerà? Vedremo una discesa del segmento premium e un downsizing verso i segmenti B e A?

“La ripresa sarà molto probabilmente – dice Italia nell’ultimo trimestre dell’anno se stimolata da incentivi statali nel periodo giugno-dicembre. Non credo ne risentirà il segmento premium che sicuramente vedrà un rallentamento ma riprenderà a meno che le aziende non si orienteranno verso vetture di segmento più basso per la propria flotta. La vera difficoltà sarà per i generalisti, visto che come per tutte le crisi, le fasce della popolazione che ne risentono e soffrono di più sono da sempre quelle a reddito più basso.

“La situazione è molto fluida – sostiene Pietrantonio -. Ed è difficile fare proiezioni allo stato attuale. Molto dipenderà dalle misure governative, in particolare dagli incentivi alle auto. La proposta dell’UNRAE al Governo sembra rivolgersi verso vetture con fasce di emissioni basse e, quindi, potrebbe favorire i segmenti piccoli. Tuttavia, sarebbe necessario un intervento su tutti i segmenti per permettere all’intero settore di ripartire”.

fonte:ilsole24ore.com

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BMW M340d: diesel al potere

La nuova M340d dispone di un 6 cilindri diesel da 340 CV: va forte e con l’ibrido leggero risparmia carburante.

BMW M340d: diesel al potere

CHE COPPIA – La BMW continua a credere al motore diesel. Ne è una dimostrazione la nuova versione della BMW Serie 3 messa a punto con l’aiuto della divisione M della casa tedesca. Dopo la M340i, con il benzina 3.0 da 374 CV, arriva la M340d xDrive, dotata del motore turbodiesel 6 cilindri 3.0 da 340 CV e ben 700 Nm di coppia, disponibili a partire da 1.750 giri per riprese vigorose anche da bassa velocità. Non è da meno lo sprint, perché bastano 4,6 secondi per lo ‘0-100’ (4,8 secondi M340d xDrive Touring). 

IBRIDA LEGGERA – La BMW M340d xDrive abbina al 3.0 diesel il sistema ibrido leggero a 48 volt, collegato al motore a scoppio con una cinghia. Questo piccolo motore elettrico sostiene il 6 cilindri nelle accelerate più decise, quando mette a disposizione fino a 11 CV; inoltre, consente all’auto di spegnere il motore a scoppio nei rallentamenti, quando l’auto scende sotto i 15 km/h. Nelle frenate agisce come generatore e va a ricaricare la specifica batteria a 48 v che lo alimenta. Ne risulta un calo dei consumi, che infatti sono buoni per un’auto così potente e con la trazione integrale: la BMW dichiara una percorrenza media di 17,5 km/l.

TRAZIONE INTELLIGENTE – Il cambio della BMW M340d xDrive è automatico a 8 marce, ma è stata modificata la rapportatura per adattarla alle caratteristiche del motore; è dotato anche della funzione Launch Control, per partenze fulminee senza fare slittare le ruote. Non mancano il differenziale posteriore di tipo sportivo, le sospensioni ribassate (optional quelle a controllo elettronico), i freni maggiorati e le ruote di 18” (optional di 19”), oltre alla trazione integrale intelligente: attraverso una frizione multidisco varia la ripartizione della coppia fra i due assi delle ruote, in funzione dell’aderenza al fondo stradale.

SI FA NOTARE – La BMW M340d xDrive si riconosce visivamente per gli specifici fascioni, le bandelle laterali maggiorate, lo spoilerino posteriore e i due scarichi di forma poligonale. All’interno fanno bella mostra i sedili sportivi, il volante griffato M (con integrate le palette del cambio) e la pedaliera in alluminio. L’arrivo sul mercato della BMW M340d è atteso ad aprile 2020.

fonte:alvolante.it

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Peugeot 208 vs Renault Clio: quale delle due è più generosa?

Di scena due nuove auto alla portata di molte tasche: delle utilitarie hanno soltanto le dimensioni. Equipaggiamento e finiture sono da “grandi”, e i 101 CV rendono vivaci i motori a benzina. Vediamo quale offre il miglior rapporto dotazione/prezzo.

SEMPRE PIÙ RICCHE – Funzionali, poco ingombranti, accessibili nel prezzo, economiche nell’uso: le utilitarie sono da sempre in cima alle preferenze degli italiani. Nel corso degli anni questo genere di vetture si è evoluto, tanto che i modelli più recenti, delle utilitarie classiche conservano, sostanzialmente, solo le dimensioni della carrozzeria e i motori di bassa cilindrata. Per comfort, dotazione (anche di sicurezza), finiture e qualità di guida, ormai sono equiparabili a modelli più grandi e costosi. Caratteristiche che ne fanno vetture ancora più versatili, per la loro capacità di rispondere a esigenze diverse.

FRESCHE DI DEBUTTO – Fra le più richieste spiccano due francesi: la Peugeot 208 e la Renault Clio, entrambe rinnovata profondamente l’anno scorso. Per la nostra sfida prezzo-dotazione abbiamo scelto le versioni equipaggiate con gli efficienti tre cilindri turbo a benzina, abbinati al cambio manuale a sei marce nel caso della Peugeot e a cinque per la Renault. Quest’ultima ha un 1.0 (ancora Euro 6d-temp) da 101 CV a 5000 giri, con una coppia massima di 160 Nm a 2750 giri. Il 1.2 della Peugeot 208 (già omologato Euro 6d) sviluppa a sua volta 101 CV, ma a 5500 giri e ha una coppia massima di 205 Nm a 1750 giri. Nelle prestazioni dichiarate, la 208 è più brillante nello “0-100” e raggiunge una velocità massima leggermente superiore: 10,9 secondi contro gli 11,8 della rivale, e 188 km/h anziché 187.

IL DATO NON DICE TUTTO – Alla voce consumo, la Peugeot 208 dichiara quello calcolato nel più severo e recente ciclo di omologazione WLTP: 18,5 km/l (solo 97 i grammi/km di CO2 emessa). Non si può, quindi, fare un paragone diretto con il consumo dichiarato per la Renault Clio (22,7 km/l, con 100 grammi/km  di CO2) che è omologata con il precedente ciclo NEDC.s 

LA GIUSTA VIA DI MEZZO – Per le sfidanti l’offerta di allestimenti è articolata. Quelli intermedi propongono un interessante rapporto fra una dotazione di serie completa e la possibilità di personalizzazione, integrando con gli optional quanto già incluso nell’auto.

I PREZZI DI LISTINO

Marca e modello Versione Prezzo
Peugeot 208 1.2 PureTech Turbo Allure € 19.650
Renault Clio 1.0 TCe Intens € 19.200


La Renault è leggermente meno costosa. Vediamo quanto dovremmo spendere per “vestire” le due auto in modo equivalente (quando i prezzi sono scritti in corsivo non sono considerati nella somma finale, poiché riferiti ad accessori presenti in un “pacchetto” già conteggiato).
 

Peugeot 208 1.2 PureTech Turbo Allure Renault Clio 1.0 TCe Intens
19.650 €Prezzo di listino dell’auto (chiavi in mano)19.200 €
350 €accesso senza chiavedi serie
di serieairbag laterali anterioridi serie
di serieairbag per la testa davanti e dietrodi serie
non disponibileallarme traffico laterale in “retro”non disponibile
1.800 €cambio automatico1.800 €
di seriecerchi in legada 200 €
di serie“clima” automatico monozonadi serie
di seriefari ad alta efficienza (full led)di serie
di seriefari automaticidi serie
di seriefrenata automatica d’emergenzadi serie
di seriemantenimento in corsiadi serie
800 €navigatoreda 300 €
di serieregolatore di velocitàdi serie
di serieretrovisori sbrinabilidi serie
150 €ricarica wireless700 € (1)
di serieriproduzione nel cruscotto dei segnali stradalidi serie
150 €ruota di scorta250 €
1.600 €sedili in pelle700 €
di serieselettore modalità di guida700 € (1)
di seriesensori di parcheggio posterioridi serie
250€telecamera posterioredi serie
non disponibiletetto apribilenon disponibile
650 €vernice metallizzata800 €
di serievetri elettrici posterioridi serie
di serievolante regolabile in profonditàdi serie
25.400 €Prezzo finale (chiavi in mano)23.950 €


Note
(1) Nel pacchetto Navi 9.3” Multi-Sense

QUESTE DOTAZIONI LE HA SOLO LEI

Peugeot 208 1.2 PureTech Turbo Allure Renault Clio 1.0 TCe Intens
400 €allarme antifurtonon disponibile
non disponibilifendinebbiadi serie
non disponibilesensore angolo cieco300 €
non disponibilepiano di carico regolabile800 € (2)


Note
(2) Nel pacchetto Navi 9,3” Bose

TIRANDO LE SOMME – A conti fatti si può dire che le due sfidanti si marchino strette con dotazioni simili, ma la Clio costa un po’ meno. Tuttavia, oltre all’importo dell’assegno da staccare, ci sono delle differenze che possono rivelarsi determinanti per la scelta. Allo stesso prezzo, la Peugeot 208 Allure è disponibile anche nella nuova variante Allure Navi: rinuncia al cruscotto digitale di 10” e in 3D che la caratterizza rendendola unica (più semplice quello sempre digitale ma di 7” di serie per la Clio). E guadagna il navigatore con schermo di 7”, mentre quello da 800 euro per la Allure indicato nella tabella ha il monitor di 10” e quello della Clio ( 300 euro) ne misura 7. Per entrambe le Allure il sistema di frenata automatica d’emergenza di serie funziona solo a bassa velocità (fra 30 e 80 km/h), è attivo di giorno e può evitare anche l’investimento dei pedoni. Per quello più evoluto vanno aggiunti 300 euro: oltre a rilevare la presenza di ciclisti, funziona fino a 140 km/h e anche al buio. La frenata automatica d’emergenza prevista già di serie per la Renault Clio Intens fa ancora meglio: è sempre in grado di scansare urti con pedoni e ciclisti, ma agisce da 7 a ben 170 km/h (anche col buio). Sempre della dotazione di serie della Renault fanno parte i fendinebbia, che non sono previsti per la rivale, oltre all’accesso senza chiave (350 euro per la Peugeot), alla retrocamera e ai sensori anteriori di parcheggio (venduti insieme a 450 euro per la 208). Più cara la vernice metallizzata per la Clio che, però, fa pagare meno i sedili in pelle. In compenso quelli della 208 includono la funzione riscaldamento (200 euro per la Renault) e sono del tipo Agr, cioè certificati da un ente di specialisti della postura. Stesso prezzo, invece, per il cambio automatico: quello della Peugeot è una classica trasmissione con convertire di coppia e otto rapporti, quella della Renault è un CVT a variazione continua di rapporto.

QUINDI CHI VINCE – Considerati anche gli accessori che si possono aggiungere in esclusiva, come il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori (per la 208 disponibile solo per le versioni più costose), la Renault Clio è meno costosa e ha una dotazione di sicurezza più completa (comprende i fendinebbia e la riproduzione dei segnali stradali nel cruscotto, assenti nella rivale). La Peugeot 208 risponde con un più avveniristico cruscotto in tre dimensioni e un motore più aggiornato nell’omologazione (come abbiamo visto, è Euro 6d). Per la Clio è dispendioso l’obbligo all’acquisto di pacchetti per avere accessori come il fondo del baule posizionabile su due altezze, per sfruttare al meglio il vano bagagli, o la ricarica senza filo per i telefoni. Per il primo bisogna spendere 800 euro: il dispositivo è infatti nel pacchetto Navi 9,3” Bose, con il monitor di 9,3” per il navigatore e l’impianto hi-fi dello specialista Bose. Per acquistare la ricarica wireless dei telefonini, invece, la spesa è di 700 euro, quella necessaria per il pacchetto Navi 9.3” Multi-Sense che prevede sempre lo schermo più grande, ma con il selettore delle modalità di guida (quest’ultimo di serie per la 208).

fonte: alvolante.it

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Salone di Ginevra 2020: tutte le novità

Le novità dal salone di Ginevra, casa per casa, modello per modello

La novantesima edizione del Gims, il Geneva International Motor Show che tutti noi chiamiamo semplicemente salone di Ginevra, è ormai alle porte: si terrà dal 5 al 15 marzo 2020 e si annuncia abbastanza ricco di novità, anteprime, concept e non è da escludere persino qualche sorpresa. Gli espositori che hanno confermato la loro presenza sono circa 150 e tra loro ci sono molte grandi case automobilistiche globali. Tuttavia ci sono anche alcune assenze di peso. Come era facile aspettarsi, visti i tempi e visto il focus di questo salone sul mercato europeo, il Gims 2020 sarà caratterizzato dall’elettrificazione, declinato soprattutto tramite versioni ibride di auto già in gamma. Ecco le principali novità.

Salone di Ginevra, date e come arrivare—  

Dopo le anteprime riservate a stampa e Vip (3-4 marzo), il salone di Ginevra 2020 aprirà ufficialmente le porte al pubblico giovedì 5 marzo, mentre l’ultimo giorno dell’esposizione è fissato per domenica 15 marzo. Gli orari di apertura saranno dalle 10 alle 20 dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 19 sabato e domenica. La sede si trova come sempre al Palexpo. L’indirizzo fisico, qualora la mappa del navigatore non lo comprendesse tra i punti d’interesse, è Route François-Peyrot 30, 1218 Le Grand-Saconnex, Svizzera. Sono a disposizione circa 5.600 posti durante i giorni feriali nei parcheggi circostanti il centro fieristico e circa 10.000 nei weekend, al prezzo fisso di 25 franchi al giorno (23,50 euro). E’ attivo un servizio di bus-navetta gratuito dai vari parcheggi all’ingresso principale del Palexpo. Linee di autobus dedicate partono anche dalla stazione ferroviaria e dall’aeroporto.

Salone di Ginevra 2020: presenti e assenti

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Come ormai negli ultimi anni è diventata una consuetudine in tutti i saloni, le assenze da parte delle case costruttrici rappresentano una fetta sempre più cospicua. Per quanto riguarda il salone di Ginevra 2020, questa è la lista dei marchi assenti: Citroën, Ford, Jaguar, Lamborghini, Land Rover, Maserati, Mini, Mitsubishi, Nissan, Opel, Peugeot, Subaru, Tesla e Volvo.
Ecco invece le case presenti alla manifestazione svizzera: Alfa Romeo, Alpine, Aston Martin, Audi, Bentley, Bmw, Bugatti, Cupra, Dacia, DS Automobiles, Ferrari, Fiat, Honda, Hyundai, Jeep, Kia, Lexus, Mazda, McLaren, Mercedes, Pagani, Porsche, Renault, Rimac, Seat, Smart, Skoda, Suzuki, Toyota e Volkswagen.

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Alfa Romeo

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Dal marchio italiano tutti si aspettano la presentazione della versione definitiva del concept del Suv Tonale, esposta proprio a Ginevra l’anno scorso, che si andrà a posizionare subito sotto la Stelvio. È uno dei modelli più attesi del 2020, e il concept ha suscitato fino ad oggi un enorme interesse da parte del pubblico come della stampa. Non è da escludere la presentazione di una nuova Alfa Giulia Quadrifoglio ancora più potente dell’attuale, in versione Gta e con una potenza di oltre 600 cavalli.

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Per Aston Martin si prevede un salone di Ginevra 2020 un bel po’ sotto tono: le recenti vicissitudini economiche, che hanno portato la casa inglese guidata dal fondo italiano Investindustrial a cedere il 20% delle quote al miliardario Lawrence Stroll per recuperare capitale fresco, hanno di fatto cancellato il progetto Rapid-e. Non vedremo quindi la sportiva elettrica, ma solo il nuovo Suv Dbx che dovrebbe rilanciare le sorti dell’azienda con i suoi 1.800 preordini. Potrebbe anche vedersi, dopo tanta attesa, la Vantage Volante da 510 cavalli.

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Il brand di Ingolstadt sarà al centro della scena di Ginevra 2020, soprattutto perché mostrerà in anteprima mondiale la nuova A3 di quarta generazione. Il modello, da questa serie, sarà solo a cinque porte ed esclusivamente con motorizzazioni turbo (ma ci sarà una ibrida plug-in). Previsto anche il Suv ibrido plug-in Q7 Tfsi e, oltre alle cattivissime vetture Q3 RS Q3 Sportback ed RS Q8, quest’ultima parente molto stretta della Lamborghini Urus.

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La Bmw concentra la propria partecipazione a Ginevra sulle versioni ibride della Serie 3. In particolare, si vedranno l’ibrida plug-in 330e in versione station wagon Touring e berlina a trazione integrale xDrive. Esposte anche le versioni mild hybrid diesel M340d, sia a trazione posteriore che integrale.

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Cupra, costola sportiva del brand Seat, al salone di Ginevra 2020 porterà la nuova Cupra Leon, gemella cattiva della nuova Leon di quarta generazione. Avrà circa 250 cavalli e sarà proposta in versione ibrida a 48 Volt. Motorizzazione simile dovrebbe avere la versione di produzione di Cupra Formentor, il Suv derivato dalla Leon ad alte prestazioni.

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DS Automobiles

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Come detto DS è l’unico brand del gruppo Psa presente al salone di Ginevra, ma si presenta con una anteprima mondiale: la nuova DS 9, grande ammiraglia berlina-coupé a quattro porte, che sarà costruita in Cina su piattaforma Emp 2 (la stessa della Peugeot 508). Sarà disponibile anche in versione ibrida plug-in, proprio come la cugina Peugeot, e avrà una versione “45 Thp” ad alte prestazioni in grado di raggiungere i 236 chilometri orari. Anche 240 orari e 50 chilometri in full electric, per la versione ibrida E-Tense.

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La casa del cavallino rampante approfitta del Gims 2020 per presentare al pubblico la nuova Ferrari Roma, bellissima coupé due posti con motore V8 centrale anteriore da 620 cavalli, un rapporto peso-potenza di 2,37 kg/Cv, una linea ispirata agli anni Cinquanta e Sessanta e lo stesso cambio della SF90 stradale, adattato per il motore anteriore.

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Lo stand Fiat sarà uno dei centri nevralgici del salone di Ginevra 2020, principalmente per l’anteprima mondiale della 500 elettrica. L’attesissima citycar a batterie andrà ad affiancarsi alle Panda e 500 mild hybrid da poco presentate e già sul mercato segnando un passo avanti nell’elettrificazione della gamma Fiat. Arriverà sul mercato solo dopo l’estate, ma è già in produzione nello stabilimento di Mirafiori.

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Honda arriva al salone di Ginevra 2020 con un paio di novità interessanti: la nuova Jazz ibrida e la versione Crosstar, cioè Suv crossover urbano. La Jazz rialzata resta un’auto da città e senza aspirazioni fuoristradistiche, ma potrebbe dare un po’ di brio alle vendite di questo modello specialmente in Europa. Non mancherà a Ginevra la Honda e Advance, prima elettrica del marchio giapponese ormai in versione definitiva, mentre gli amanti delle auto sportive aspettano di vedere l’ultimo facelift della Civic Type R.

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L’anteprima mondiale della nuova i20 è il fulcro della partecipazione di Hyundai al salone

L’anteprima mondiale della nuova i20 è il fulcro della partecipazione di Hyundai al salone

Hyundai

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La novità più attesa di Hyundai al salone di Ginevra 2020 è senza dubbio il debutto della nuova i20: avrà un design molto più sportivo rispetto alla generazione attuale e molto probabilmente almeno una motorizzazione mild hybrid, per abbattere le emissioni di CO2. Insieme alla nuova i20 a Ginevra 2020 Hyundai espone il restyling della i30 e la i10. Importante anche il concept Prophecy che verrà svelato il 3 marzo.

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Jeep Compass e Renegade 4xe: caratteristiche e prezzi delle ibride plug-in

Jeep evidenzia in Svizzera le Compass e Renegade ibride

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Jeep

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Il marchio italoamericano Jeep non ha molto da mostrare a Ginevra 2020: le novità si limitano infatti a Compass e Renegade 4Xe First Edition, versioni ibride plug-in alla spina dei due Suv basate sul motore benzina quattro cilindri 1.3 turbo benzina e su una componente elettrica per un totale fino a 240 cavalli.

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Auto elettriche Kia: 11 modelli in arrivo

Il restyling della Kia Sorento è la novità principale della casa coreana a Ginevra

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Kia

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La novità Kia al salone di Ginevra 2020 è la nuova Sorento. Il Suv a 7 posti della casa coreana guadagna una versione ibrida e un forte restyling, con nuovi fari Led e una griglia massiccia. L’abitacolo sarà invece dominato da un grosso schermo centrale in posizione orizzontale. Spazio anche per le versioni ibride plug-in di Xceed e Ceed SW, che si andranno ad aggiungere alle motorizzazioni già in gamma.

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La Lexus mostra la LC 500 Convertible e il Suv elettrico UX 300e

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Lexus

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Il brand di lusso del gruppo Toyota porta a Ginevra 2020 il nuovo Suv elettrico UX 300e con batterie da 54 kWh e fino a 400 chilometri di autonomia, il concept ultratecnologico Lexus LF-30 Electrified e, in anteprima mondiale, la elegantissima LC 500 Convertible.

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Mazda 2: diventa ibrida e abbassa consumi ed emissioni

MX30, un Suv coupé elettrico, è la principale novità della Mazda

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Mazda

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Poche, ma importanti in ottica di mercato, le novità Mazda al novantesimo salone di Ginevra. La segmento B Mazda 2 è stata presentata all’inizio dell’anno ed è già in vendita, mentre il Suv coupé elettrico MX30 è una grande sfida per la casa giapponese: con soli 35 kWh di batteria l’auto è molto più leggera ed economica delle concorrenti, ma l’autonomia si ferma a 200 chilometri. Mazda, infatti, pensa ad una variante con motore Wankel che fa da range extender in caso siano necessarie percorrenze maggiori. Sarà questa la chiave del successo per le elettriche?

Attesa allo stand Mercedes per il Suv compatto elettrico Eqa

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Mercedes-Benz

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La Stella porta al salone di Ginevra 2020 l’ultimo facelift dell’ammiraglia per eccellenza, la Mercedes Classe S. C’è poi la nuova Classe E con motorizzazione ibrida e il debutto del sistema ibrido plug-in su Cla e Gla. E, a proposito di Gla, a Ginevra 2020 arriva anche la versione 35 Amg. Molta attesa anche per la Eqa elettrica, compatta a batteria finora vista solo come concept, e per la mostruosa Mercedes Amg GT 73 4-door Coupé ibrida da 800 cavalli che sfiderà la Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid.

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L’ultima Porsche 911 serie 991 esce dalla catena di montaggio

Attesa a Ginevra per una possibile Porsche 911 Turbo

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Porsche

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Dopo un 2019 da ricordare, con la presentazione della nuova 911 (992) e della sua prima 100% elettrica Taycan, Porsche al salone di Ginevra 2020 potrebbe portare la 911 Turbo/Turbo S (meno probabile la presentazione di una nuova 911 GT3). Presenti anche la Macan Gts e la 718 Boxster GTS 4.0.

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Auto elettriche Renault: Twingo Z.E. sta arrivando

La Renault punta su Twingo elettrica e Clio ibrida

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Renault

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Ioni a profusione allo stand Renault al salone di Ginevra 2020. La novità più attesa è la Twingo Z.E. elettrica. Da guardare anche la versioni E-Tech ibrida plug-in di Megane e la full hybrid Clio E-Tech. Spazio anche al futuristico concept Morphoz.

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Auto elettriche: vi bastano 1985 cavalli?

La Rimac mostra la hypercar elettrica C-Two in versione di produzione

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Rimac Automobili

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La casa automobilistica croata Rimac approfitta del salone di Ginevra per mostrare le prime hypercar elettriche C-Two di produzione, a breve in consegna agli acquirenti che hanno speso un paio di milioni di dollari per comprare un proiettile a batterie da 1.914 cavali che raggiunge i 412 chilometri orari. Solo una novità, quindi, ma di quelle che si fanno guardare.

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Nuova Seat Leon: gli interni sono un salto nel futuro

La nuova Seat Leon catalizzerà l’attenzione dei visitatori. AFP

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Seat

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La presenza Seat al salone di Ginevra 2020 si concretizza soprattutto con la nuova Leon, che arriva nelle due nuove versioni mild hybrid e plug-in hybrid. Nuovo motore a metano Tgi per la compatta Scala mentre potrebbe arrivare anche la versione di serie del concept elettrico El-Born presentato a Ginevra 2019: è la versione Seat della Volskwagen ID.3 su piattaforma Meb.

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Smart EQ, l’elettrica tascabile che si ricarica in tre ore e mezzo

Smart EQ forfour e fortwo, solo elettrica la citycar tedesca

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Smart

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Presenza completamente elettrica per smart a Ginevra 2020. Le piccole cittadine fortwo e forfour adesso vengono prodotte solo in versione EV e l’auto show svizzero è il palcoscenico scelto da smart per portare entrambi i modelli e chiudere ufficialmente con le motorizzazioni termiche.

Skoda Octavia ibrida plug-in, la novità ceca in terra svizzera

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Skoda Kamiq anche Scoutline strizza l’occhio all’offroad

Skoda

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Octavia RS iV Plug-in hybrid da 245 Cv e 400 Nm di coppia, vista fino ad oggi solo sui bozzetti, è la novità Skoda al salone di Ginevra 2020. Altrettanto nuova è la Kamiq Scoutline, versione un po’ più offroad del Suv boemo, mentre potrebbe rivedersi anche la Vision iV crossover concept, interpretazione Skoda del tema già sviluppato dalla Volkswagen ID. Vizzion concept.

Il restyling della Ignis è al centro dello stand Suzuki a Ginevra

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Suzuki: ingresso ibrido per Vitara e S-Cross

Suzuki

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La vera novità portata da Suzuki al salone di Ginevra 2020 è la nuova Ignis, oggetto di un gradevole facelift. Accanto al piccolo Suv urbano la casa giapponese mostra anche le recentissime motorizzazioni ibride mild già inserite in gamma.

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Gruppo Toyota: i nuovi modelli. Ibrido ed elettrico per l’Europa

Ci sarà il Suv medio derivato dalla Toyota Yaris?

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Toyota

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Al salone di Ginevra Toyota potrebbe sorprendere tutti con il tanto atteso Suv medio derivato da Yaris (appena aggiornata e presente all’Auto Show ginevrino). In mostra anche l’ultimo modello ibrido plug-in prodotto dal gigante giapponese: la Rav4 Plug-in Hybrid.

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Auto elettriche. Volkswagen ID.4: sarà svelata ad aprile?

Grande attesa per le Volkswagen Golf Gti e Gtd dell’ottava generazione

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Volkswagen

—   Dopo un 2019 all’insegna dell’elettrico, con la presentazione della ID.3, Volkswagen torna alle origini termiche al salone di Ginevra con le versioni Gti e Gtd della nuova Golf 8. È invece ibrida la Touareg R in mostra a Ginevra, mentre tutti cercano una ID.4 nascosta da qualche parte, magari con meno camuffature in vista dell’imminente lancio in Usa.

Fonte gazzetta.it

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Audi A3 Sportback: l’abbiamo guidata in anteprima

In vendita da marzo, la quarta generazione dell’Audi A3 Sportback è tutta nuova, sebbene non sia stata stravolta. Abbiamo guidato un esemplare di pre-serie, nella variante sportiva S3 da 310 cavalli.

NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE – La nuova Audi A3 Sportback sarà ordinabile già a marzo del 2020, e arriverà nelle concessionarie entro il secondo trimestre. Noi, comunque, abbiamo già potuto provare un esemplare di pre-serie, seppure con la carrozzeria camuffata per nasconderne in parte le forme. Del precedente modello mantiene l’impostazione, a partire dal pianale. Si tratta, infatti, dell’evoluzione della piattaforma MQB, utilizzata anche dall’attuale generazione, irrigidita e resa più leggera mediante l’utilizzo di lega d’alluminio per alcune parti. La nuova Audi A3 non ci sarà a tre porte; la versione a cinque sportelli Sportback dovrebbe condividere i motori con le altre “medie” del gruppo, Volkswagen Golf in primo luogo. Si tratta, quindi, di soli motori turbo: stiamo parlando del 2.0 a gasolio e, a benzina, del 1.0 a tre cilindri e del 1.5 a quattro, anche in versione mild hybrid, con il motore elettrico che “aiuta” il propulsore termico alimentato da una batteria a 48 volt. Successivamente dovrebbe arrivare anche l’ibrida plug-in, erede della A3 e-tron, nonché la versione sportiva S3, che abbiamo guidato in anteprima e che debutterà la prossima estate.

PIÙ DINAMICA – Nonostante la camuffatura, la nuova Audi A3 Sportback fa subito capire il suo carattere più dinamico. A partire dal frontale, con la mascherina più bassa e larga; più “cattivi” anche i fari, che accentuano il caratteristico profilo “a gradino”.  
Il modello in arrivo ha poi un aspetto più slanciato, grazie al lunotto più inclinato e all’andamento del tetto più spiovente. Gli elementi di ispirazione corsaiola che identificano la S3 sono l’estrattore dell’aria  inserito nella parte inferiore del paraurti, che incorpora quattro terminali di scarico (nelle versioni più tranquille, invece, saranno nascosti), la griglia della mascherina a nido d’ape (prima era a listelli orizzontali), i cerchi in lega di 18 pollici di serie (l’auto provata aveva quelli di 19 optional) e le minigonne sottoporta.

OTTIME FINITURE E DISCRETO SPAZIO – Gli interni, che abbiamo visto ma che non abbiamo potuto fotografare,  hanno ricevuto un corposo aggiornamento. La plancia, ora, ha un’impostazione che ricorda quanto visto sulle recenti Q3 e A1: dominano le forme spigolose (le bocchette circolari lasciano imposto a elementi di forma esagonale) e lo schermo centrale a scomparsa è stato sostituito da un display incastonato nella parte alta della consolle centrale, in posizione ben visibile; sparisce anche la leva del cambio automatico, sostituita da un piccolo cursore. Le finiture si confermano di elevata qualità, nonostante gli esemplari del test fossero di preserie. Promossi i sedili anteriori, ergonomici  e dall’imbottitura piuttosto rigida. Come prima, poi, nell’Audi A3 Sportback dietro si sta comodi in due: il posto centrale è sacrificato per via del massiccio tunnel sul pavimento, e per la forma del divano, più alto al centro: chi supera i 180 cm, tocca il tetto con la testa. Il bagagliaio ha misure interne simili a quelle della serie attuale, che ha una capacità di 380 litri con i cinque posti in uso, e di 1200 litri con il divano abbattuto e caricando fino ala soffitto. Tuttavia, è meglio accessibile: la soglia di carico è a soli 61 cm dal suolo, e c’è l’utile piano posizionabile su due livelli.

VA SEMPRE FORTE… – Il test si è svolto provando la versione S3, con il 2.0 turbo a benzina da 310 CV, il cambio robotizzato a doppia frizione S tronic e la trazione integrale quattro. In questo primo assaggio, le prestazioni ci sono parse di prim’ordine. Del resto, anche se i dati ufficiali non sono ancora stati comunicati, non saranno lontani da quelli della vecchia S3: accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e velocità massima (autolimitata elettronicamente) di 250 orari. Nonostante la “cavalleria” (che spinge, corposa e omogenea, da 1500 sino a quasi 7000 giri) non si tratta di una vettura impegnativa da guidare. Il dispositivo Drive select, al tocco di un pulsante sulla consolle centrale, consente di variare (e non di poco) la “personalità” della vettura, scegliendo tra le impostazioni Efficiency, Comfort, Dynamic e Auto. Questi programmi permettono di variare (anche in modo indipendente, nella modalità Individual) la risposta dell’acceleratore, delle sospensioni e dello sterzo. Quest’ultimo è a rapporto variabile: nelle svolte più strette diventa più diretto, a vantaggio dell’agilità di inserimento in curva.

…ED È INCOLLATA A TERRA – Nel test, che si è svolto sulla strade tortuose delle isole Canarie, è emersa una tenuta di strada davvero notevole: la trazione non entra in crisi neppure accelerando a fondo all’uscita dei tornanti. Merito, in parte, della nuova funzione che frena le ruote interne alla traiettoria prima ancora che queste perdano aderenza, consentendo al differenziale di trasferire la spinta alle ruote con il grip migliore. Il comportamento stradale beneficia anche di una raffinata gestione elettronica della ripartizione della coppia tra gli assali: il sistema rileva il comportamento della vettura e lo stile di guida, adeguando in tempo reale la distribuzione della spinta. Non è male neppure l’assorbimento delle sconnessioni stradali (in particolare nella modalità Comfort) nonostante i cerchi di 19”. Infine, una curiosità: chi comprerà una Audi A3 Sportback in questa versione S3 (a un prezzo che stimiamo compreso fra i 45.000 e i 50.000 euro) non si preoccuperà troppo dei consumi. Ma gli 11 km/litro che abbiamo letto nel computer di bordo a fine test ci sembrano un risultato molto apprezzabile, considerando le caratteristiche sportive dell’auto e il tipo di percorso, affrontato, peraltro, senza troppa attenzione a fare economia di carburante.  

fonte: alvolante.it

Tesla: una Model 3 tampona l’auto della polizia con l’Autopilot inserito

L’incidente con protagonista una Tesla Model 3 è avvenuto nel Connecticut nelle prime ore di domenica mattina

Una Tesla Model 3 ha tamponato una pattuglia della polizia mentre viaggiava con l’Autopilot inserito. “Here we go again” direbbero negli Stati Uniti, dov’è avvenuto l’incidente che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi né per gli agenti, né per il distratto guidatore della prima auto elettrica di massa di Elon Musk. Il sistema di guida semi autonoma montato sulle Tesla era già finito al centro delle polemiche per diversi incidenti: il primo in Florida costò la vita a Joshua Brown, mentre l’ultimo in ordine cronologico, avvenuto in Russia la scorsa estate, causò il ferimento grave di tre persone, tra cui due bambini.

la dinamica

Il tamponamento tra la Model 3 e l’auto della Polizia è avvenuto nel Connecticut, domenica mattina prima dell’alba. Gli agenti erano intervenuti per prestare soccorso ad un veicolo in panne sulla corsia di emergenza, parcheggiando, come da procedura, la loro vettura poco dietro con i lampeggianti accesi, in attesa del carro attrezzi. Dopo qualche istante sopraggiunge la Model 3, che sperona prima il retro dell’auto della Polizia poi, nel proseguimento della corsa, colpisce anche il veicolo in panne. Il conducente, incriminato per guida pericolosa, si è giustificato dicendo di essersi distratto per controllare il cane, girandosi verso i sedili posteriori mentre l’Autopilot era inserito.

fonte: gazzetta.it

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La Mercedes batte (ancora) BMW e Audi

Anche nel 2019 la Stella si è confermata leader nelle vendite delle auto “premium” superando le rivali tedesche.

La Mercedes batte (ancora) BMW e Audi

ANCORA PRIMA – Ancora una volta la Mercedes-Benz si conferma leader  mondiale come produttore di auto di lusso,  battendo per il quarto anno consecutivo le  storiche rivali BMW e Audi. I dati riportati in queste ore dall’agenzia Reuters indicano che il primato è emerso con chiarezza quando il gruppo BMW ha diffuso i dati di vendita con un aumento del 2%. Un incremento che si è tradotto nel dato record di 2,17 milioni di auto consegnate. Un risultato eccellente, ma non ancora sufficiente a insidiare la leadership della Mercedes che, a fronte di un incremento dell’1,3%, ha consegnato 2,34 milioni di automobili. Più indietro in questa speciale classifica l’Audi, poiché pur avendo registrato un +1,8% si è “limitata” a vendere 1 milione e 850 mila veicoli.

CONTINUA CRESCITA – Interessante sottolineare che la domanda di auto lussuose è in costante crescita, al contrario di altri segmenti più accessibili e popolari, specie in quelle zone (buona parte d’Europa compresa) dove l’economia è più in affanno. La Mercedes ha altresì comunicato di aver registrato eccellenti risultati in Germania, Cina e Stati Uniti grazie alla costante domanda di suv e di berline di fascia alta. Il marchio di Stoccarda sottolinea inoltre che la domanda è cresciuta del 6,2% in Cina, dove la clientela locale ha spesso ordinato la  super lussuosa Classe S Mercedes Maybach  a un ritmo di oltre 700 veicoli al mese.

I COMMENTI – Eppure non mancano motivi di preoccupazione per il futuro, soprattutto pensando all’aumento dei dazi e delle tariffe automobilistiche che potrebbero frenare la domanda. E sempre in prospettiva futura, un portavoce della BMW ha dichiarato che per il 2020 il marchi di Monaco punta a un leggero aumento delle vendite globali, ben supportate peraltro dalla “solida crescita” in Cina. Quanto all’Europa, i dati non dovrebbero discostarsi da quelli del 2019 per la sostanziale stagnazione dell’economia del Vecchio Continente. Infine Hildegar Wortmann, il nuovo responsabile delle vendite di Audi, ritiene che la nuova  gamma di prodotti lanciati in questi mesi  dovrebbe aiutare il marchio a sostenere il duello con i rivali e riconquistare il terreno perduto rispetto a Mercedes e BMW negli ultimi anni.

fonte:alvolante.it

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