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La casa tedesca presenta il suo primo modello a batterie: è la berlina sportiva Porsche Taycan, con motori da 680 e 761 CV.

LINEE DA SPORTIVA – C’era grande attesa qui al Salone di Francoforte per l’anteprima della Porsche Taycan, la prima auto elettrica della casa tedesca: è una berlina a quattro porte (nel 2020 arriverà la wagon Taycan Sport Turismo) lunga 496 cm, larga 196 cm e alta appena 138 cm, con linee filanti e dettagli da vera Porsche. Si distingue infatti per l’aspetto pulito del largo frontale, per gli scolpiti passaruota e il tetto spiovente, sembra una Porsche 911 allungata. Il coefficiente di resistenza all’avanzamento Cx è di 0,22, un valore assai ridotto incide positivamente sulla silenziosità dell’auto (si avvertono meno fruscii d’aria) e la sua efficienza (ne guadagnano i consumi di energia elettrica). L’assenza di un ingombrante motore fa sì che la Taycan abbia due vani per bagagli: uno anteriore da 81 litri e uno posteriore da 366 litri. 

CAMBIO A DUE VELOCITÀ – Due le versioni inizialmente disponibili, già ordinabili in Italia: la Porsche Taycan Turbo, con 680 CV e 850 Nm, parte da 156.817 euro, mentre la Turbo S da 761 CV e 1050 Nm costa 190.977 euro. Entrambe hanno batterie da 93,4 kWh di capacità e due motori, uno per ogni asse delle ruote, oltre alla trazione integrale. Il “pacchetto” composto da motore, trasmissione e inverter è molto compatto e, a detta della Porsche, ha la più alta densità di potenza (kW per litro di spazio del “pacchetto”) tra i powertrain elettrici presenti oggi sul mercato. Un’altra peculiarità della Porsche Taycan è il cambio a due velocità sull’asse posteriore; la prima marcia dà alla Taycan un’accelerazione maggiore da ferma, mentre la seconda marcia, con un rapporto di trasmissione lungo, garantisce un’alta efficienza e elevate riserve di potenza. Ne deriva una velocità massima di 260 km/h, superiore a molte auto elettriche oggi sul mercato, ma anche accelerazioni ‘0-100’ di 3,2 e 2,8 secondi in base alla versione. L’autonomia della Taycan Turbo può raggiungere i 450 km, ma non va oltre i 412 km/h per la Taycan Turbo S.

L’ELETTRONICA VIGILA – A vigiliare sul comportamento fra le curve della Porsche Taycan pensa il sistema di controllo Porsche 4D Chassis Control, che analizza e sincronizza tutti gli elementi del telaio in tempo reale: è compito dell’elettronica regolare le sospensioni pneumatiche adattive con molle ad aria (Porsche Active Suspension Management, PASM), il sistema elettromeccanico di regolazione del telaio e stabilizzazione del rollio (Porsche Dynamic Chassis Control Sport, PDCC Sport) e il Porsche Torque Vectoring Plus (PTV Plus), che agisce ripartendo in maniera variabile la coppia alle ruote a seconda delle condizioni di guida. L’utente può scegliere il carattere della vettura selezionando tra le quattro modalità di guida: Range, Normal, Sport e Sport Plus. È inoltre disponibile la modalità Individual, com la quale si può personalizzare la vettura in base alle proprie esigenze.

LA PRIMA A 800 VOLT – La Porsche Taycan è la prima auto elettrica di produzione con una tensione di sistema di 800 volt, che consente di “fare il pieno” assai più velocemente rispetto alle tradizionali auto elettriche (il loro impianto elettrico ha 400 volt). In cinque minuti, utilizzando la corrente continua delle colonnine di ricarica da 350 kW, la batteria può essere ricaricata per un’autonomia fino a 100 km; per passare dal 5 all’80% sono invece necessari 22,5 minuti (la potenza massima di ricarica è di 270 kW). Gli utenti possono comunque ricaricare la propria auto a casa con una potenza fino a 11 kW di corrente alternata, ma i tempi inevitabilmente si allungano.

Fonte: alvolante.it

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Auto incidentata, cosa fare: meglio ripararla o meglio venderla?

Quando ci si ritrova con un’auto incidentata le opzioni sono due: ripararla per tenerla oppure venderla nello stato in cui si trova. Cosa fare? Dipende dai casi.

Quando il proprio veicolo subisce un sinistro più o meno importante si pone un dilemma: riprarare l’auto incidentata per tenerla o venderla al prezzo di mercato, oppure cederla nello stato in cui si trova accettando una sostanziale decurtazione del valore?

Non si tratta di una scelta semplice, perché va a toccare due corde “sensibili”:

  • la spesa da affrontare per sostenere i costi di riparazione;
  • la sicurezza della vettura, che deve essere preservata nella riparazione.

Prima di valutare le diverse opzioni è importante capire si intende per “auto incidentata”. È una definizione che include tutte quelle vetture che hanno subito un sinistro, danni che comportano una riparazione in carrozzeria e che devono essere segnalati al momento della vendita.

Auto incidentate: non sono tutte uguali

Parlando di auto incidentata ci riferiamo a sinistri di media e grande entità. Escludiamo quindi tutti quei piccoli danni come graffi, ammaccature o piccole rotture che non implicano riparazioni sostanziali. Escludiamo anche situazioni come quelli che comportano danni limitati alll’impianto di illuminazione, agli specchietti laterali e agli altri componenti di vetro, che non richiedono la segnalazione se possono essere sostituiti.

Focalizziamo l’attenzione sui danni causati da incidenti che necessitano di un intervento più profondo ma che – se il telaio non è danneggiato – sono riparabili senza particolari problemi da un professionista. Se si limita alle parti che si possono staccare, la riparazione è molto semplice: i parafanghi, i cofani, le portiere, il portellone posteriore e i paraurti vanno svitati e sostituiti.

Alcuni di questi possono essere sostituiti perfino con il “fai da te” nel garage di casa. In caso di una successiva vendita dell’auto – però – il sinistro e la conseguente riparazione vanno segnalati all’acquirente. Meglio conservare la documentazione, sarà più facile spiegare l’entità delle riparazioni.

Se – invece – l’auto ha subito danni o deformazioni al telaio la situazione è più complicata. In questo caso è necessario rivolgersi ad un carrozziere attrezzato con il banco di riscontro, perché il lavoro dovrà essere fatto a regola d’arte per preservare la sicurezza e la stabilità della vettura.

Auto incidentata: conviene ripararla o meglio rottamarla?

Di fronte ad un’auto incidentata e nel caso in cui si abbia colpa – quindi senza possibilità di risarcimento da parte dell’assicurazione – cosa è meglio fare? Riparare l’auto o venderla? Oppure ancora rottamarla, se le condizioni sono tali da rendre non economica neppure la riparazione?

Non esiste una risposta univoca: molto dipende dall’entità del danno, dallo stato generale della vettura, dal suo valore e dalla disponibilità economica del proprietario. Tutti elementi che vanno presi in considerazione per valutare complessivamente come procedere.

Valutare il tipo di danno prima di decidere

Il primo elemento da considerare è l’entità del danno, per è necessario uno o più preventivi per la riparazione. Non tutti gli urti sono uguali e hanno lo stesso effetto sui componenti dell’auto. Ad esempio, il frontale tende a deformarsi di più per assorbire l’energia della collisione ed è quindi più oneroso da riparare.

Le fiancate sono invece generalmente più robuste, perché realizzate in modo da proteggere i passeggeri in caso di urto laterale. Discorso simile per il posteriore, che però sconta un design spesso elaborato.

Un aspetto da includere nella valutazione economica è lo stato complessivo della vettura prima di deciderne la riparazione. Se, ad esempio, l’auto è molto usurata o molto vecchia la riparazione potrebbe non essere conveniente. Se il costo della riparazione supera il valore dell’auto può essere consigliabile un cambio con una vettura usata e in uno stato migliore.

Valutare la disponibilità economica e la spesa

Il costo della riparazione è probabilmente il punto più sensibile per il proprietario di un’auto incidentata. Quello che in genere diventa l’ago della bilancia nel decidere cosa fare. Certo, l’obiettivo è quello di risolvere l’esigenza di mobilità spendendo il meno possibile, ma ci sono aspetti da non sottovalutare come la sicurezza.

Se il danno non interessa elementi strutturali come il telaio, si può prendere in considerazione l’idea di scegliere ricambi commerciali al posto di quelli originali e marchiati dalla Casa costruttrice, a patto che siano – comunque – omologati per la vettura in questione.

È importante anche mettere a confronto diversi preventivi di riparazione: per danni non gravi si può optare anche per la proposta con la manodopera più conveniente. Se il danno inficia la sicurezza dell’auto, invece, lesinare sulla riparazione equivale a farlo sulla sicurezza dei passeggeri.

Auto incidentata: cosa fare?

Un’auto incidentata va trattata con particolare attenzione. Decidere se ripararla o rottamarla è una scelta che va fatta in base ad una una serie di considerazioni che non sono solo di natura economica, ma anche tecnica e inerenti la sicurezza.

Esiste anche una terza via: quella di vendere l’auto nello stato in cui si trova. Non ci si ricaverà molto, ma può essere una valida alternativa alla rottamazione. Se non è una via percorribile, allora meglio demolirla presso un centro autorizzato, che deve rilasciare il certificato di demolizione e provvedere alla radiazione dal PRA.

Se si decide per la riparazione dell’auto incidentata, bisogna ricordare di segnalare il danno e la successiva riparazione in caso di vendita. Meglio tenere una documentazione fotografica e fiscale del dei danni, servirà a dimostrare la propria buona fede. Un lavoro fatto a regola d’arte riduce la svalutazione del veicolo.

Fonte money.it

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Prime informazioni tecniche su Nuova Fiat 500X Sport

La Fiat 500X S-Design? scordatevela, la nuova versione Sport sarà un pò più sportiva, non solo nel nome.
Dopo l’estate la gamma 500X si arrichisce di un inedito allestimento sportivo. 500X Sport ha paraurti specifici e più grintosi, oltre a nuovi cerchi in lega. Le sospensioni sono state irrigidite per migliorare l’agilità. Al debutto ci dovrebbe essere un 1.3 GSE, mentre le versioni ibride dovrebbero arrivare nel corso del 2020, per dare la precedenza al debutto commerciale della Jeep Renegade PHEV.  

fonte: passioneautoitaliane.com

afittare un auto

Un noleggio auto per l’estate

Nonostante quest’anno maggio si sia dimostrato particolarmente piovoso, ci stiamo avvicinando pian piano al momento in cui ci si riunisce, in famiglia o tra amici, per decidere dove andare in vacanza quest’estate.Così, nonostante la crisi economica e le altalenanti notizie sull’economia, è giusto che arrivi il momento di “staccare” dalla quotidianità e dedicarsi ad un po’ di relax.Questo non vuol dire, però, che in sede di organizzazione del viaggio, si decida di prenotare tutto all’ultimo minuto: le probabilità di trovare delle “occasionissime” sono in realtà poche, e, anzi, è forte il rischio di non trovare affatto ciò che si sta cercando o, peggio, di trovarlo pagandolo a carissimo prezzo. Ecco che prenotare in anticipo può essere una mossa vincente!Questo vale per la prenotazione dei voli in aereo, così come la nave o il treno, per gli hotel o l’affitto di una casa al mare o in montagna; ma vale anche, e soprattutto, per il noleggio auto e vogliamo perciò suggerirvi alcuni accorgimenti, per poter risparmiare, con Auto Europe, in maniera sensibile, senza correre il rischio di non trovare l’auto che ci occorre.Come è facilmente comprensibile, gran parte delle flotte degli autonoleggiatori sono costituite da auto piccole, appartenenti alla cosiddetta categoria “economy”, che, per chi non ha particolari esigenze connesse al noleggio, rappresenta la soluzione più conveniente e, quindi, di maggior “successo”.Ecco perché, soprattutto nelle località che si animano particolarmente d’estate, e in special modo nelle isole, dove, per ovvi motivi, la “concorrenza” è un po’ limitata, prenotare l’auto con anticipo, anche quattro settimane prima, significa assicurarsi il noleggio auto adatto alle proprie vacanze, a prezzi assolutamente convenienti.Essendo poi Auto Europe una società che lavora con più compagnie di autonoleggiatori, in ogni località ha maggiori possibilità di trovare l’auto che il cliente sta cercando, oltretutto a prezzi imbattibili.E questa “politica” si rivela particolarmente vincente proprio d’estate: provate infatti, ad agosto, a rivolgervi ad una compagnia di autonoleggio, magari all’aeroporto dove siete appena sbarcati, senza una prenotazione. Sarete fortunati se riuscirete a trovare “qualcosa” ma, certamente, non ad un prezzo “amichevole”!Se poi le vostre esigenze sono un po’ più complesse, ad esempio se, viaggiando con la famiglia, si ha bisogno di una monovolume o comunque di auto di categoria superiore, il rischio di rimanere delusi aumenta in modo esponenziale.Insomma, come vedete, se volete risparmiare sul noleggio (fino al 30% dei prezzi correnti sul mercato), se volete essere certi di trovare l’auto che volete nella località che volete nulla di meglio che prenotare con Auto Europe.Anche perché, se per qualche motivo dovreste cambiare idea, Auto Europe permette la modifica e la cancellazione gratuita della prenotazione entro 48 ore dal ritiro dell’auto!Insomma, fatevi furbi e, prenotando in anticipo, garantitevi la migliore vacanza possibile.Il team Auto Europe

fonte, autoeurope.it

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Fiat 500 a rischio incidente: scatta l’allerta europea

Una notifica sul Rapex, il sistema di allerta rapido europeo sui prodotti non alimentari, riguarda alcuni modelli di Fiat 500 per un difetto all’albero di trasmissione anteriore destro: “Di conseguenza l’albero motore potrebbe rompersi in movimento, aumentando il rischio di incidenti“.

I modelli coinvolti dal richiamo sono stati prodotti tra il 13 novembre e il 19 dicembre 2018 e sono identificati con il seguente codice: “Omologazione CEE numero: E3 * 2007/46 * 0064 * 47; tipo: 312“.

Al momento Fiat non ha indicato quanti modelli sono stati coinvolti. La segnalazione al Rapex è stata notificata dal ministero dei Trasporti tedeesco e sono state adottate misure anche in Polonia.

Fonte:ilsalvagente.it

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Prova consumi reali 2019, le auto più efficienti dei primi sei mesi

Scopriamo assieme la classifica di chi consuma meno fra le auto a benzina, diesel, GPL, metano, ibride ed elettriche

Col 2019 è iniziato il sesto anno di appuntamenti con la prova consumi reali Roma-Forlì, quella che mette a confronto le auto nuove sul terreno dell’efficienza e della capacità di utilizzare poco carburante o elettricità. Arrivati alla fine del primo semestre è giunto il momento di fare già un bilancio, una classifica consumi reali di metà 2019 che, per quanto provvisoria, è utile per capire quli sono le auto nuove che consumano di meno quando vengono impegnate su un percorso standard e ripetibile.

Una piccola anticipazione: a vincere la classifica assoluta semestrale è la Toyota Prius AWD-i. Nelle tabelle per alimentazione e in quella assoluta trovate il risultato in l/100 km (e in km/l), oltre al link alle singole prove.

Le due regine del risparmio

Al di fuori delle classifiche che trovate qui sotto – e che ancora non vi sveliamo – c’è poi la graduatoria delle auto che spendono di meno per fare lo stesso percorso di 360 km, le regine del risparmio che incidono poco sul portafogli. Al primo posto, come nella classifica 2018, c’è ancora un’elettrica, l’Audi e-tron che si accontenta di spendere 14,77 euro per caricare la batteria. Seconda, a brevissima distanza, è la Renault Twingo GPL che registra una spesa di soli 14,85 euro.

Classifica benzina

Il sistema mild hybrid applicato al motore “duemila” permette alla Mazda3 2.0 Skyactiv G M Hybrid di guadagnare la prima posizione fra le auto a benzina, con un’ottima media di consumo di 4,30 l/100 km (23,26 km/l). Seconda è la più compatta Audi A1 Sportback “mille” con 4,35 l/100 km e terza la Mercedes Classe A che registra 4,70 l/100 km.

Benzina
4,30 (23,26)Mazda3 2.0L 122CV Skyactiv-G M Hybrid 6MT Exclusive
4,35 (22,99)Audi A1 Sportback 30 TFSI S tronic S line edition
4,70 (21,28)Mercedes A 200 Automatic Sport
5,25 (19,05)Skoda Karoq 1.5 TSI ACT SportLine DSG
6,00 (16,67)Fiat 500X Cross 1.3 T4 150cv DDCT FWD

Classifica diesel

Più ricca è la classifica delle auto diesel provate da inizio anno, un po’ a sorpresa dominata da una vettura di segmento medio come la nuova Peugeot 508: i suoi 3,80 l/100 km (26,32 km/l) le valgono il primo posto a gasolio davanti alla quasi altrettanto efficiente Seat Ibiza che si ferma a 3,85 l/100 km. Sul terzo gradino del podio c’è una compatta di nuovo tipo come la Kia Proceed capace di 4,20 l/100 km.

Diesel
3,80 (26,32)Peugeot 508 GT Line BlueHDi 130 Automatico
3,85 (25,97)Seat Ibiza FR 1.6 TDI 95 CV DSG 7 marce
4,20 (23,81)Kia ProCeed GT Line1.6 CRDi 136 CV 7DCT
4,50 (22,22)Citroen C5 Aircross BlueHDi 130 S&S EAT8 Shine
4,55 (21,98)Ford Focus ST-Line Wagon 2.0 EcoBlue 150 CV aut.
4,60 (21,74)Audi A6 Avant 40 TDI quattro ultra S tronic
4,80 (20,83)Ford EcoSport 1.5 TDCi EcoBlue 125CV AWD ST-Line
4,85 (20,62)Jeep Compass Limited 1.6 MultiJet II 120cv 4×2 manuale
4,90 (20,41)Seat Tarraco 2.0 TDI 4Drive 150 CV DSG Xcellence

Classifica GPL

Fra le auto a GPL il confronto di metà 2019 si riduce a due sole auto e vede vincitrice la piccola Renault Twingo a gas con un consumo medio di 6,60 l/100 km (15,15 km/l). Più staccata è la vendutissima Dacia Duster a quota 7,60 l/100 km.

GPL
6,60 (15,15)Renault Twingo Duel2 TCe 90 GPL *
7,60 (13,16)Dacia Duster GPL 1.6 Sce 115 CV 4×2 Prestige *

Classifica metano

Il difficile momento dell’auto a metano, con immatricolazioni italiane in calo anche a giugno 2019 (-29,1%), si riflette pure nella classifica di metà anno che non riporta nessun modello a gas naturale fra le prove dei consumi reali. Il vento è però cambiato, visto che ci sono tante novità a metano in arrivo (qui la lista), per cui ci ripromettiamo di colmare la lacuna con nuove prove entro la fine del secondo semestre.

fonte:motor1.com

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4 italiani su 5 vorrebbero un’auto elettrica

Lo dice un sondaggio Ecu Testing: cresce la voglia di mobilità elettrica e gli italiani pensano green

A sorpresa è un plebiscito: più di quattro italiani su cinque vorrebbero acquistare un’auto elettrica. È il dato più emblematico del sondaggio condotto da Ecu Testing su un campione di 1000 guidatori distribuiti su tutta Italia. Esito abbastanza sorprendente anche considerando che soltanto un cittadino su 100 oggi possiede un veicolo elettrico. E pensare che lo scopo della ricerca era individuare le ragioni per cui le vetture elettriche (EV) siano ancora poco utilizzate nel nostro paese.

Evidentemente gli italiani cominciano ad avere una percezione sempre più netta dei benefici che accompagnano l’utilizzo di questi veicoli.
Ma vediamo nel dettaglio un po’di numeri di questo sondaggio.
L’82% degli intervistati (come detto 4 su 5) comprerebbe un’auto elettrica ma solo l’1% già la possiede. I motivi principali per acquistare una macchina elettrica tra i più citati sono: il rispetto dell’ambiente, indicato dal 76% del campione, la possibilità di guidare nelle zone a traffico limitato per il 47% e, infine, la silenziosità scelta come motivo d’acquisto dal 50%.

Quali sono, invece, i freni che rendono l’auto elettrica poco attrattiva per gli italiani? Svettano in cima alla classifica il costo, ritenuto elevato dal 44% delle persone interpellate, e la scarsità delle colonnine di ricarica per il 46%. Ma c’è da sottolineare che le risposte, ovviamente, non tengono conto degli investimenti dei player dell’energia che ancora non sono molto conosciuti. Le cose potrebbero cambiare entro poco tempo dal momento che Enel X sta attuando un piano di realizzazione di 28.000 punti di ricarica entro il 2022. Ma già alla fine del prossimo anno saranno raggiunti i 14.000 punti, con un ritmo di circa 100 installazioni a settimana.

Tornando agli intervistati, nel 33% c’è la percezione secondo cui le auto elettriche non garantiscano molti chilometri con un pieno. Una convinzione che dovrebbe cadere davanti ai fatti: è ormai noto che anche tra le auto elettriche più accessibili, come per esempio la Renault Zoe, l’autonomia è quantificabile in circa 300 chilometri.

Ci sono, poi, altri dati significativi che contribuiscono a delineare l’identikit del potenziale nuovo utente di vetture elettriche.
L’80% degli intervistati comprerebbe grazie agli incentivi statali e, a tal proposito, si è radicata la convinzione che i costi di una vettura nuova ormai non sono impossibili. Ma anche in questo caso è bene fare riferimento ad informazioni certe. Su vaielettrico.it si trova un listino con le info essenziali, senza fronzoli dei modelli in vendita.

C’è, però, il 54% degli intervistati che sovrastima i costi di ricarica: anche qui è il caso di fare chiarezza. Pur essendoci in ballo molte variabili come il costo della benzina e dell’elettricità, la modalità di guida, il percorso, ed essendo -quindi- sconsigliato produrre cifre esatte, i consumi di un’auto elettrica risulteranno sempre la metà, un terzo o addirittura un quarto rispetto a quelli di una gemella a benzina. Questo lo si può ricavare facilmente dai numerosi test che sono stati condotti da testate specializzate e che sono disponibili online.

Fonte:wired.it

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Ecco perchè abbiamo deciso di festeggiare con un bruciante 0-400 metri la nascita del primo magazine dedicato all’auto elettrica. Ma chi vincerà?

Non capita tutti i giorni di assistere a una drag race tra due auto estremamente performanti e così diverse tra loro; esattamente come è altrettanto raro assistere alla nascita di un nuovo sito d’informazione. Come sapete, ieri è stato il giorno di InsideEVs.it (da oggi online come sito e come canale YouTube) e, per festeggiare il lancio del nuovo webmagazine incentrato sull’auto elettrica, abbiamo deciso di mettere a confronto due sportive filosoficamente diverse tra loro ma simili per prestazioni e dimensioni.

Tesla VS Alfa Romeo

Da un lato c’è l’Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio che, con il suo V6 da 510 CV, rappresenta lo stato dell’arte attuale della meccanica made in Italy; dall’altro l’elettrica del momento, la Tesla Model 3 Performance che con i suoi oltre 450 CV e una coppia mostruosa scatta da 0 a 100 km/h senza il minimo rumore.

La location è quella tipica di una gara di accelerazione, il rettilineo di un aeroporto. Ma attenzione! L’esito della gara non è così scontato; la Giulia ha più cavalli, ma la Tesla può contare sulla trazione integrale e sullo spunto dell’elettrico. Chi vincerà?Cliccate qui per scoprirlo!

Tanti temi da approfondire

L’annuncio del lancio di InsideEVs.it è arrivato a Parco Valentino dove, per l’occasione, è stato distribuito al pubblico un freepress cartaceo, una guida introduttiva alla mobilità a zero emissioni. L’obiettivo di InsideEVs sarà infatti quello di raccontarvi l’elettrificazione approfondendo i temi più interessanti di cui sempre di più sentiamo parlare, andando oltre la notizia e accompagnandovi alla scoperta di un mondo nuovo e dalle infinite potenzialità.

Fonte:it.motor1.com/

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Le 10 auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia

Come ogni mese abbiamo preso in analisi le classifiche stilate e pubblicate da Unrae e oggi vi mostriamo la top ten delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia. Si tratta delle vetture di maggiore successo, amate dalla clientela che predilige l’alimentazione a gasolio

Decimo posto della classifica per uno dei mezzi di maggiore successo di Volkswagen, la Tiguan infatti ha registrato una vendita di oltre 600.000 unità dal momento del lancio. Numeri positivi che hanno permesso alla Casa di realizzare una nuova versione tipicamente fuoristrada, una bella variante per la guida all’insegna dell’avventura.

Scorriamo al nono posto e troviamo al Fiat 500L, mezzo che oggi, insieme alla sorella 500X, viene proposto nelle nuove versioni S-Design, con contenuti dinamici e super connessi per i giovani e le famiglie moderne. La base di allestimento della nuova Fiat 500L è la City Cross, look sportivo e assetto rialzato. In ambito di motorizzazione diesel sono disponibili i turbo 1.3 MultiJet II da 95 Cv con cambio manuale o robotizzato Dualogic e il 1.6 MultiJet da 120 Cv con trasmissione manuale.

Fiat Tipo invece è il modello che troviamo all’ottavo posto della classifica delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia. Una vettura iconica della Casa di Torino, prodotta tra il 1988 e il 1995 e riproposta oggi in una nuova versione, con linee più fluide e omogenee pensate dal Centro Stile FCA.

Scaliamo ancora e arriviamo alla settima posizione con Volkswagen T-Roc, che ormai abbiamo visto dallo scorso anno in moltissime classifiche. Questo significa che si tratta di una vettura di grande successo, indipendentemente dalla tipologia di alimentazione. Un crossover che infatti ha venduto moltissimi esemplari sin dal momento del suo debutto.

Uno dei crossover più amati dagli italiani già dal 2018, Peugeot 3008 si trova alla sesta posizione delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia. Eletta Auto dell’Anno nel 2017, ha conquistato la critica e anche il parere positivo della clientela. Design da suv, la categoria più amata oggi nella Penisola, con tecnologia e qualità innovative che aumentano sicurezza a bordo e piacere di guida.

Eccoci a metà classifica con Nissan Qashqai, altro veicolo dal successo incontrollato in Italia, che guadagna un quinto posto. Dal momento del lancio nel 2007 la Casa ha venduto più di 2.3 milioni di unità. Recentemente è stato rinnovato il suo stile, con un’estetica inedita e interni di qualità migliore, con tecnologia all’avanguardia e sistemi innovativi di assistenza e sicurezza.

Renault Clio si trova al quarto posto della classifica delle auto diesel più vendute a febbraio 2019 in Italia, come anche successe nel mese di gennaio. Lei è la bestsellerfrancese, una vettura nota a livello internazionale. Oggi è stata riproposta con un look rinnovato e un grande sviluppo a livello tecnologico.

Saliamo sul podio con un’altra figlioletta della Casa di Torino e al terzo posto troviamo la Fiat 500X, il crossover più venduto in Italia lo scorso anno. La nuova versione non presenta molte novità per quanto riguarda l’estetica ma differenti modifiche nella meccanica. Una vettura di cui ci si aspetta un continuo successo.

Secondo posto per Jeep Renegade, non si può negare il grandioso successo della vettura sul mercato. L’abbiamo trovata anche l’anno scorso nelle classifiche dei crossover più amati in Italia, oggi proposta in differenti nuove versioni in occasione dell’89esima edizione del Salone di Ginevra. Tanti i punti di forza che le hanno permesso di diventare uno dei modelli che più di tutti ha fatto stabilire alla Casa il record di vendite in Europa.

Primo posto per Jeep Compass, l’auto diesel più venduta a febbraio 2019 in Italia, un modello che abbina il design moderno e le nuove tecnologie con le virtù della trazione integrale. Sicurezza e connettività di ultima generazione per questa vettura, che presenta infatti sistemi di assistenza alla guida avanzati.

Fonte motori.virgilio.it

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Jeep Renegade: vivace il 1.3, pigro il cambio


L’AUTO IN SINTESI
Il nuovo 1.3 turbo a benzina da 150 CV muove con vivacità la Jeep Renegade, ma il rapido cambio robotizzato a sei marce spesso è in ritardo nell’inserire la marcia corretta. Arioso e ben rifinito l’abitacolo, dove trova posto anche un ricco sistema multimediale, ma il baule è piccolo (specie con la ruota di scorta optional) e i fruscii in velocità non mancano.

PERCHÉ COMPRARLA
Quel vivace 1.3 merita un cambio più “deciso”

Con l’aggiornamento di fine 2018 (nuovi fari e paraurti, mentre gli interni erano cambiati all’inizio dell’anno) la piccola suv Jeep Renegade ha guadagnato due motori turbo a benzina: il 1.0 T3 a tre cilindri da 120 CV (qui la prova) e il 1.3 T4, con un pistone in più, da 150 o, se abbinato alla trazione integrale, 179 CV. Entrambi i 1.3 T4 sono disponibili solo con l’automatico: il meno potente (montato sull’auto provata) è abbinato a un cambio robotizzato a doppia frizione a sei marce mentre il secondo a una trasmissione con convertitore di coppia a nove rapporti. Pregevoli la silenziosità e la regolarità di erogazione del motore, che ha anche un buon allungo. Ma i consumi non sono da record: abbiamo provato auto simili che, in media, hanno percorso più di 14,5 km/l.
Luci e ombre anche per il cambio robotizzato della Jeep Renegade: comodo nel traffico, ha passaggi di rapporto rapidissimi, ma spesso è lento nel decidere quale marcia inserire. E, quando si accelera di colpo da fermi (come facciamo per rilevare lo “0-100”) il cambio esita: l’auto potrebbe fare meglio. In compenso, una volta che la trasmissione ha scalato rapporto da sé, le riprese sono vivaci. Questa Renegade, inoltre, conserva i pregi delle “sorelle”: sospensioni ben tarate (benché i cerchi di 19’’ peggiorino l’assorbimento dello sconnesso), un abitacolo curato e arioso e un sistema multimediale completo e intuitivo. Invariati anche i difetti, che sono la scarsa capienza del baule (e con la ruota di scorta si perde anche il piano di carico ad altezza variabile) e gli evidenti fruscii causati dalla carrozzeria squadrata e dai grandi specchi laterali. Secondo i criteri del 2014 (anno in cui sono stati effettuati i crash-test Euro NCAP), l’auto è sicura: si era meritata cinque stelle.

VITA A BORDO


Plancia e comandi
Dentro dominano le tinte scure, ma dettagli color alluminio ravvivano un po’ l’ambiente; materiali e montaggi sono di buon livello, inclusi i morbidi inserti in vinile nei pannelli porta specifici per la Jeep Renegade Limited, e ci sono tanti richiami alla storia della Jeep, come le cornici degli altoparlanti che riprendono la forma della classica mascherina. Le tasche nelle porte sono poco capienti, ma il numero dei vani portaoggetti è abbondante e il cassetto è abbastanza ampio e si può chiudere a chiave; non è, però, refrigerabile. I comandi, quasi tutti grandi, sono facili da trovare e da azionare. Lo schermo centrale potrebbe essere un po’ più in alto, ma il nuovo sistema multimediale è ricco e intuitivo: ha di serie la radio Dab, Android Auto e Apple CarPlay. Nel pacchetto Infotainment ci sono poi il monitor di 8,4’’ anziché 7, e il navigatore. Riuscito anche il cruscotto, dalla grafica chiara e giovanile: tra i due elementi a lancetta c’è uno schermo di ben 7’’ chiaro e configurabile. 
Abitabilità
Persino col tetto apribile in cristallo (un optional che riduce lo spazio verticale) l’agio sopra la testa rimane generoso: in quattro si viaggia bene, e in cinque non si sta scomodi. Ben profilati i sedili: si sta seduti in alto e ci sono ampie regolazioni (cinture di sicurezza incluse); optional, quelle elettriche delle poltrone.
Bagagliaio
Il vano della Jeep Renegade è piccolo, dispone di poco spazio sotto la cappelliera e la situazione peggiora con la ruota di scorta (optional), che elimina la possibilità di posizionare il fondo 13 cm più in basso. Solo reclinando lo schienale e caricando fino al soffitto, grazie alla forma squadrata della carrozzeria, diventa tra i più capienti della categoria.

COME VA
Cambiate dolci ma non sempre puntuali



In città
Le cambiate inavvertibili, il non dover azionare la frizione e le sospensioni confortevoli (ma i cerchi di 19’’, che si pagano a parte, non le aiutano a lavorare al meglio) riducono lo stress da traffico. Corretto il “peso” del volante in manovra, dove si può contare sui sensori anteriori e posteriori e sulla retrocamera (optional). Non dei migliori i consumi rilevati: 10,2 km/l.
Fuori città
Lo sterzo della Jeep Renegade è valido e il limite di aderenza in curva facile da percepire; inoltre, i freni sono resistenti e il motore non disdegna di allungare con brio. Solo il cambio stona: non sempre è rapido nell’inserire la marcia giusta e, mancando i comandi al volante, si può usarlo manualmente solo agendo sulla leva. Lungo il nostro percorso di prova, abbiamo percorso 13,7 km/l: non un granché.
In autostrada
A 130 km/h il 1.3 è a 2750 giri e, pur non potendo definirsi economo, il consumo è inferiore a quello della Jeep Renegade 1.0 (10,8 km/l rilevati contro 9,8). Ma le ruote di 19’’ causano rumori di rotolamento, che si sommano ai fruscii. E, nei viaggi, si vorrebbe un poggiapiede sinistro più ampio. Vivace la ripresa dopo i rallentamenti.



fonte : Alvolante.it


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