Tra le novità Fiat 2019 merita senza dubbio una menzione speciale la Fiat 500X 2019. Il crossover della Casa torinese, che condivide la piattaforma con la Jeep Renegade, si è da poco mostrato al mondo nel suo restyling.
Le linee della nuova Fiat 500X non sono state stravolte. I fari e gli interni hanno subìto un aggiornamento estetico che ha donato una nuova gioventù alla vettura, mentre la vera rivoluzione ha riguardato la gamma motori disponibile.
Il nuovo disegno dei fari anteriori richiama due semicerchi e riprende il logo moderno della 500, mentre al posteriore è stato ripreso il design della più piccola 500 con elementi vuoti al centro.
fonte automobile.it
Ecobilancio Adac, premiata la Panda a metano: “Inquina meno di alcune elettriche”
In Italia non è nemmeno fra le auto che beneficiano dell’incentivo governativo, ma in Germania, almeno secondo le analisi Ecotest dell’Adac (l’Automobil Club di Germania, 20 milioni di soci), la Fiat Panda Natural Power è tra i modelli più “puliti” in assoluto. La citycar a benzina e metano (con il bicilindrico Twin Air da 0,9 litri e 80 cavalli) è addirittura il primo fra quelli equipaggiati con un motore a combustione, malgrado sia omologato “solo” Euro 6b. E tra l’altro precede diversi modelli elettrici, come la esclusiva Jaguar I-Pace.
Nel corso del 2018, l’Adac ha peso in esame 108 vetture e la classifica sulla loro sostenibilità ambientale va ben oltre il mero dato sulle emissioni, anche calcolato con i propri sistemi. La graduatoria, in testa alla quale compaiono cinque auto elettriche, tutte tedesche, considera non solo i consumi omologati, ma anche quelli rilevati su strada nonché le emissioni di CO2 (comprese quelle della produzione), del monossido di carbonio (CO), degli ossidi di azoto (NOx), degli idrocarburi (HC) e del particolato. L’attualità va raccontata. Aiutaci a farlo sempre meglio
L’analisi dell’Adac rivela come non sempre le unità Euro 6d-Temp siano le più razionali considerando tutti i parametri. E, infatti, appena 7 modelli hanno ottenuto le 5 stelle. Con 100 punti la Volkswagen e-Golf da 136 CV è risultata l’auto più eco-friendly seguita dalla VW e-up! (82 CV). Sul podio sono salite anche la Bmw i3 da 184 CV e la smart fortwo coupé EQ (82 CV) che si sono fermate a quota 98 a una lunghezza dalla citycar. La Hyundai Kona con la batteria da 64 kWh si è fermata a 96. Poi la Panda bifuel a metano con 91, gli stessi punti dell’elettrica Nissan Leaf.
Dall’ottavo fino al 37° posto, l’Adac assegna solo quattro stelle ambientali. La prima vettura di questa fascia è la Toyota Yaris 1.5 hybrid con 89 punti, uno in più rispetto alla Hyundai Nexo, cioè il suv a celle combustibile: l’idrogeno è penalizzato dalle emissioni di anidride carbonica. La prima Tesla, la Model X 100D, compare all’undicesimo posto (87 punti), comunque davanti alla Jaguar I-Pace EV400 Awd (15°), che ottiene lo stesso punteggio del primo modello a gasolio, la Kia Ceed 1.6 CRDi da 136 CV.
In fondo alla classifica l’Adac non riconosce alcuna stella a cinque macchine: alla Chevrolet Camaro Coupé col motore V8 da 6.2 litri, che ottiene 27 punti, alla Jeep Compass 1.4 MultiAir da 140 CV (22), alla Fiat 500X con lo stesso motore a trazione anteriore e con lo Start&Stop (17), alla Kia Sorento col CRDi da 2.2 litri col cambio automatico e alla Ssangyong Rexton col 2.2 litri a gasolio, entrambe a 0 punti.
L’ecobilancio dell’Adac dà due indicazioni. La prima è che fidarsi dei dati ufficiali è bene, ma controllare è meglio. E la seconda, in linea con i pareri di molti esperti ed anche con la posizione dei costruttori domestici, è che i nuovi diesel sono tanto raffinati ed evoluti da assicurare “valori esemplari” di emissioni inquinanti.
Fonte lastampa.it
Ecco un interessante articolo sulle auto elettriche incidentate.
Ormai la tendenza e’ il green , l’acquisto di vetture sempre piu’ verdi e a basso impatto ambientale.
Come ci dobbiamo comportare dopo un incidente con una auto elettrica/ibrida?
questo articolo ci svela qualche dubbio.
Autosinistrate.com
NHTSA farà più attenzione alla sicurezza delle auto elettriche dopo l’incendio della Volt
Di Nikki Gordon-Bloomfield
Fonte: GreenCarReports
La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) sta prendendo in considerazione l’adozione di una nuova serie di procedure per carri attrezzi e cantieri di demolizione da seguire quando si tratta con auto elettriche gravemente incidentate.
Le nuove linee guida saranno attuate a seguito di un incidente in cui una Chevrolet Volt 2011 ha preso fuoco in un deposito all’aperto dell’NHTSA tre settimane dopo essere stata sottoposto ad una prova d’urto laterale.
Il problema
La batteria di una vettura elettrica immagazzina energia proprio come un serbatoio di benzina. In un serbatoio, l’energia è contenuta all’interno della benzina. In una batteria, l’energia viene immagazzinata chimicamente all’interno della batteria, trasformandosi in energia elettrica quando la batteria si scarica.
In condizioni controllate, questo non rappresenta un rischio per la sicurezza, ma se si danneggiano meccanicamente le parti di una cellula della batteria, le fredde, dure leggi della termodinamica entrano in gioco.
Il che equivale a dire che un sacco di energia chimica immagazzinata cerca di fuggire dalla batteria sotto forma di energia elettrica, aumentando l’entropia del sistema e, infine, causando il riscaldamento della batteria.
In tale situazione, un incendio è prevedibile, proprio come una macchina a benzina con il serbatoio rotto e una fonte utile di accensione.
La soluzione
Quando i primi soccorritori arrivano sulla scena di un incidente d’auto che coinvolge vetture alimentate a combustibili fossili, non scaricano subito i serbatoi di carburante, ma dopo che la vettura distrutta è stata trainato in un cantiere di demolizione o in un deposito, i serbatoi del carburante sono drenati.
Ad oggi, le auto elettriche sono trattate in modo diverso, con i primi soccorritori addestrati a metterle in sicurezza, scollegando il cavo per la batteria che è integrato in ogni vettura elettrica in produzione. Questo permette loro di interrompere la connessione fisica tra il pacco batterie e il resto della vettura.
Tuttavia questo passaggio presuppone che il pacco batterie sia internamente sicuro e non abbia subito nessuna deformazione maggiore o intrusioni fisiche. Come dimostra l’incendio della NHTSA, quando la batteria stessa è stata danneggiata internamente, scollegare la batteria non può essere una sicurezza nel lungo periodo.
Il che ci porta alla soluzione attualmente all’esame del NHTSA: drenaggio del liquido o pastoso elettrolito fuori dalla batteria della vettura. Dal momento che l’elettrolita è il responsabile che permette alla corrente di fluire attraverso la batteria, lo scarico avrebbe la funzione essenziale di impedire alla batteria di funzionare, rendendola inerte. In altre parole, la batteria di un’auto elettrica sarebbe svuotata così come lo sarebbe il serbatoio della benzina in un non-auto elettrica incidentata, riducendo il rischio di incendio nel lungo termine.
Al momento, la procedura di scarico della batteria richiederebbe un team di specialisti sul luogo di incidenti rilevanti o nei cantieri di demolizione, per rimuovere le sostanze chimiche elettrolitiche dalla batteria e smaltirle in modo corretto. Secondo il Detroit Free Press, le concessionarie e anche i primi soccorritori possono portare strumenti specialistici per forare in modo sicuro e drenare una batteria per eliminare rischi di incendio in futuro.
Solo una precauzione, le auto elettriche sono già sicure
Mentre l’NHTSA sta apertamente considerando le nuove linee guida a carico dei depositi e delle squadre di primo intervento, l’organizzazione non crede che le auto elettriche siano più pericolose delle auto a benzina quando si tratta di incidenti gravi. In una dichiarazione la scorsa settimana l’agenzia ha ribadito che le auto elettriche e ibride plug-in non sono diverse dalle auto a benzina in un incidente grave: tutti hanno un certo rischio di incendio.
E’ anche importante ricordare che nel primo anno di vendite abbiamo visto solo altri due incendi che coinvolgono Chevrolet Volt: uno in Connecticut, e uno in North Carolina, e nessuno che si può pensare in grado di coinvolgere altre auto elettriche. In entrambi i casi, gli investigatori hanno concluso che la Volt distrutte non erano la causa degli incendi.
Dobbiamo anche notare che nel caso della Volt andata a fuoco dopo il crash-test NHTSA, mentre la NHTSA aveva prosciugato il serbatoio della benzina del plug-in ibrida, non ha de-energizzato il pacco batterie dopo il test di impatto, cosa che GM si raccomanda di fare ma che non ha comunicato alla NHTSA.
Siamo lieti di vedere che l’industria dell’auto elettrica sta affrontando il tema degli incendi da batteria sul serio, anche se i numeri di incendi che hanno coinvolto auto elettriche sono trascurabili rispetto al numero di auto a benzina che si registrano ogni anno.
Dopo tutto, come ogni casa automobilistica si premura di farci sapere, più sicura una macchina, tanto più è desiderabile.
prendiamo uno spunto da PitstopAdvisor
Quando e a chi conviene comprare auto incidentate o sinistrate? Che differenza c’è fra un’auto incidentata e una danneggiata? Ti spiega tutto PitstopAdvisor.
PitstopAdvisor ti parlerà oggi delle auto danneggiate, incidentate o sinistrate. A chi e quando conviene comprare un’auto incidentata? Facciamo un po’ di chiarezza. Le auto incidentate o sinistrate suscitano particolare interesse per i rottamatori, in quanto da queste macchine è possibile ricavare pezzi di ricambio ancora utilizzabili su altre vetture, e per alcuni clienti finali, orientati quasi esclusivamente sul prezzo e disposti ad acquistare un’auto danneggiata o incidentata pur di risparmiare parecchi euro.
Ovviamente, la convenienza o meno di acquistare o vendere un’auto incidentata dipende sempre dall’entità del danno subito: se l’auto in questione ad esempio ha avuto un danno totale, la riparazione potrebbe perfino essere più costosa che comprare un’altra macchina nuova o usata ma in buono stato! In caso di danno totale infatti spesso non c’è altra soluzione che la demolizione dell’auto. Se si tratta invece di un danno lieve, per cui un danno che non richiede la sostituzione di ricambi, conviene sempre riparare l’auto.
Se però un’auto, a seguito di un incidente, è stata riparata nel migliore dei modi, può essere una soluzione molto vantaggiosa a livello economico per chi sta pensando di comprare una macchina usata, ma ricorda prima di acquistare una macchina incidentata, di consultare sempre la perizia, in questo modo potrai risalire agli esatti danni che la macchina ha subito!
Valutata l’entità del danno, le auto incidentate o sinistrate possono essere anche delle occasioni non solo per il cliente finale che ha come obiettivo primario il risparmio, ma anche per chi si diletta con il fai da te ed è pratico di meccanica. Infatti se una persona è in grado di riparare da solo gran parte dei danni che l’auto ha subito può fare degli ottimi affari e ovviamente risparmiare sui costi di riparazione in officina, dall’elettrauto o dal carrozziere (se cerchi delle offerte per la riparazione della tua auto, clicca su questo link di PitstopAdvisor.com http://www.pitstopadvisor.com/offerte/)
Inoltre, come detto, la convenienza nell’acquistare una macchina incidentata riguarda soprattutto i rottamatori e i demolitori, in quanto questi ottengono pezzi di ricambio dalle auto sinistrate e li rivendono per altre macchine. In questo caso si possono fare ottimi affari nel caso i cui si cerchi un pezzo di ricambio a poco prezzo, ma vi invitiamo sempre a far controllare il ricambio da un occhio esperto in quanto la tua sicurezza e quella altrui per strada vale più di tutto!
Che differenza c’è tra un’auto danneggiata e un’auto incidentata?
Giuridicamente parlando è da considerarsi incidente qualsiasi evento che arreca danni permanenti in modo improvviso, involontario e con forza meccanica. Il valore minimo del danno per cui un evento è da considerarsi come incidente è di 200 euro. Il venditore di un veicolo è però obbligato per legge a dichiarare all’acquirente che si tratta di un veicolo incidentato solo se il danno supera il valore di 1.500 euro, pertanto è definito veicolo incidentato quel veicolo che ha subito un danno di almeno 1.500 euro, anche se i danni sono stati riparati perfettamente.
Fino a qui tutto chiaro, ma bisogna ammettere anche che c’e’ una ampia categoria di artigiani che sono attrezzati per riparare qualsiasi danno, quindi vorrei dire in ultima istanza che bisognerebbe indirizzare tutte le riparazioni di un certo livello (che riguardano la sicurezza in primis) verso solo quelle aziende specializzate e certificate.
Autosinistrate.com
Per vendere la tua auto incidentata invia foto su whatsapp 3388511408