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Elenco Autovelox Autorizzati: Come Verificare la Validità delle Multe

2 Dicembre 2025 Commenti disabilitati su Elenco Autovelox Autorizzati: Come Verificare la Validità delle Multe By Stefano Boratta

È finalmente disponibile online l’elenco ufficiale degli autovelox autorizzati in Italia. Dal 28 novembre 2025,
il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato la lista completa dei dispositivi di rilevamento della velocità che possono legalmente sanzionare gli automobilisti sul territorio nazionale.

Foto di fonte digitale


Cosa Cambia per gli Automobilisti
Questa novità rappresenta una svolta importante per chi si trova a dover gestire una contravvenzione.
Ora è possibile verificare autonomamente se l’autovelox che ha rilevato l’infrazione sia effettivamente autorizzato, direttamente dal portale istituzionale del Ministero.
Gli autovelox censiti in Italia sono 3.625, tra apparecchi fissi, mobili e in movimento. Di questi, la maggior parte è gestita da polizie locali e metropolitane,
mentre una quota minore è controllata dalla Polizia Stradale.


La Situazione nelle Grandi Città
Le metropoli italiane presentano scenari diversi in termini di distribuzione dei dispositivi.
Milano guida con 134 autovelox censiti, seguita da Torino e Roma con rispettivamente 116 e 115 dispositivi.
Interessante notare che chi cerca informazioni sull’acquisto di auto incidentate a Roma e Milano potrebbe anche voler conoscere la distribuzione degli autovelox in queste città, dato che una maggiore consapevolezza dei sistemi di controllo può aiutare a valutare meglio lo stato di veicoli coinvolti in sinistri stradali e multe pregresse.


Come Verificare la Validità di una Multa
La procedura per controllare se un autovelox è regolarmente censito è semplice. Basta accedere al portale del MIT e confrontare i dati riportati sul verbale con quelli presenti nell’elenco ufficiale. Ogni dispositivo è identificato da marca, modello, posizione e matricola.
Se l’apparecchio non compare nell’elenco o non era ancora registrato alla data dell’infrazione, la multa può essere considerata nulla e contestabile.
Questo strumento mette finalmente nelle mani dei cittadini un modo concreto per tutelarsi da eventuali sanzioni illegittime.


Il Problema dell’Omologazione Resta Aperto
Nonostante il censimento rappresenti un passo avanti, rimane la questione dell’omologazione: quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili non risulta omologato.
Questo aspetto continua a generare incertezza e potenziali ricorsi da parte degli automobilisti.
La distinzione è importante: un dispositivo può essere presente nell’elenco ministeriale ma risultare comunque irregolare se sprovvisto del decreto di omologazione richiesto dal Codice della Strada.


Multe Nulle per Dispositivi Non Censiti
I Comuni che non hanno comunicato i dati sulla piattaforma dovranno spegnere gli apparecchi, pena la nullità delle multe.
Questo significa che a partire dal 29 novembre, chi viene sanzionato da un autovelox non registrato ha il diritto di contestare immediatamente il verbale.


Trasparenza e Certezza Giuridica
L’iniziativa del Ministero punta a garantire maggiore trasparenza nel sistema dei controlli stradali.
La possibilità di consultare liberamente l’elenco rappresenta un importante strumento di tutela per i cittadini, che possono ora verificare la legittimità delle sanzioni ricevute senza dover ricorrere a complesse richieste di accesso agli atti.
Questo database nazionale, aggiornato costantemente, segna la fine di un sistema frammentato dove ogni amministrazione gestiva i propri dispositivi senza un quadro chiaro e condiviso a livello nazionale.


Cosa Fare in Caso di Dubbi
Se ricevete una multa e avete dubbi sulla regolarità dell’autovelox che l’ha rilevata, il primo passo è consultare l’elenco ufficiale sul sito del MIT.
Verificate che tutti i dati corrispondano e che il dispositivo fosse già registrato alla data dell’infrazione.
In caso di irregolarità, potete presentare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale, oppure al Prefetto entro 60 giorni. La presenza dell’elenco ufficiale rende ora molto più semplice raccogliere le prove necessarie a supporto della contestazione.

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