Le priorità italiane per una mobilità sostenibile

Le priorità italiane per una mobilità sostenibile

di Beppe Grillo – Tutti sappiamo che la mobilità italiana ha gravi problemi, sia di congestione del traffico, e quindi a livello di tempi di percorrenza, sia per l’inquinamento atmosferico che genera, con conseguenze che in parte gravano immediatamente sulla salute, e in parte contribuiscono considerevolmente ai cambiamenti climatici.

Come risolvere, o migliorare il più possibile, la situazione? Quali sono gli elementi prioritari su cui agire?

Premettiamo questo: mobilità sostenibile non significa affatto sostituire (in Italia) 37 milioni di automobili con motore a scoppio, più altri 12 milioni di veicoli (camion, moto e motorini, trattori ecc.) sempre con motore a scoppio, con altrettanti veicoli elettrici, ma viceversa RIDURRE drasticamente tale numero, a favore di una mobilità molto più pubblica, condivisa, leggera, e un miglior utilizzo delle “Autostrade del mare” per il trasporto merci di lungo raggio, e nazionale.

Quali sono i veicoli che inquinano maggiormente? Ovviamente il parco veicoli “vecchio”, quindi a decrescere Euro 0, 1, 2 ecc., ma a parità di “Euro” c’è molta differenza tra un veicolo privato di una famiglia “media” che percorre circa 11mila km all’anno e i veicoli “di servizio” come quelli addetti al trasporto merci, al trasporto pubblico, al noleggio, all’asporto rifiuti ecc, che diversamente fanno decine e decine di migliaia di Km/anno. Ovviamente quest’ultima è la categoria più inquinante, e quindi è su tale fronte che dobbiamo agire prioritariamente per ridurre le emissioni inquinanti. E da dove partiamo? Partiamo dalle città, perchè in queste vive il 50% della popolazione, consuma il 75% dell’energia ed emette l’80% della CO2.

Seconda considerazione: su quali categorie di viaggio si può più efficacemente agire con misure “organizzative/preventive”? Sui viaggi “programmati/ripetitivi” come quelli giornalieri per andare al lavoro e a scuola e, relativamente alle merci, egualmente sui trasporti “regolari/ripetitivi”. Su tali tipologie di spostamenti andrebbero disposte delle misure premianti/incentivanti per chi utilizza il trasporto pubblico, lo sharing, il pooling, e la mobilità leggera per quanto riguarda i viaggi delle persone, mentre per il trasporto delle merci a media-lunga percorrenza vanno incentivati i trasporti via rotaia e tramite le “autostrade del mare”.

Tracciata questa cornice generale, analizziamo il trasporto persone: per i nostri spostamenti inquina di più utilizzare un veicolo che pesa 10-15 quintali o uno più leggero? Utilizzare un veicolo di proprietà privata esclusiva o un veicolo in condivisione?

In Italia, stante la consistente maggiore facilità di produzione, sono già attive numerose aziende produttrici di miniveicoli elettrici, che pesano decisamente meno rispetto ai loro cugini con motore a scoppio, e con prestazioni decisamente interessanti (sono ancora poco conosciuti ma prevedo avranno uno sviluppo sempre maggiore). Inoltre le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero valutarli con grande attenzione, stante al fatto che tra i criteri di scelta che regolano gli appalti pubblici, il nuovo codice prevede che si possano contabilizzare anche le esternalità negative, cioè l’inquinamento che l’oggetto da acquistare, provoca.

FONTE BEPPEGRILLO.IT

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