Ferrari F8 Tributo: da ammirare e da guidare

Ferrari F8 Tributo: da ammirare e da guidare

La nuova Ferrari F8 Tributo è la massima espressione della sportività, con un V8 biturbo da ben 721 CV e raffinate soluzioni aerodinamiche e di controllo della dinamica. Ma su strada sa anche lasciarsi domare.

Ferrari F8 Tributo

Ferrari F8 Tributo 3.9 V8 HELE DCT Basta nominarla e…

Ferrari F8 tributo: il nome della nuova granturismo racconta molto di lei. Anzitutto parla di un motore V8 in posizione posteriore centrale, come succede per le berlinette del Cavallino fin dai tempi della 308 GTB del 1975. Ma questo bolide vuole essere anche un omaggio al pluridecorato otto cilindri made in Maranello: vincitore per quattro volte consecutive (dal 2016 al 2019) del titolo internazionale di miglior motore dell’anno, e appena eletto “eccellenza motoristica” dell’ultimo ventennio. Attorno a questo gioiello della tecnologia si sviluppa la nuova Ferrari F8 Tributo, la più performante fra le “rosse” a otto cilindri prodotte in serie. La necessità aguzza l’ingegno

Il V8 biturbo della Ferrari F8 Tributo ha 721 cavalli. Sono 52 in più che nella precedente 488 GTB (leggi qui il primo contatto) sulla cui base, affinata sotto ogni punto di vista, nasce il nuovo modello. L’aumento di potenza è stato ottenuto con soluzioni sperimentate nelle GT da corsa: dai pistoni in titanio, ai sensori di velocità di rotazione sui turbocompressori. Sono poi stati alleggeriti gli alberi a camme e quello a gomiti, e complessivamente la dieta del V8 ha portato a un guadagno di ben 18 kg: quasi il 50% rispetto ai 40 kg risparmiati sull’intera vettura. Diverse soluzioni sono riprese dalla 488 Pista (qui le nostre impressioni di guida), che ha la stessa potenza. Ma le differenze non mancano. Anzitutto, nell’impianto di scarico: nella Ferrari F8 Tributo è stato necessario montare due filtri antiparticolato (uno per ogni bancata del V8) per soddisfare le normative Euro 6d e i nuovi standard cinesi 6b, ancora più severi, soprattutto in materia di particolato. Un vincolo che ha richiesto di mettere a punto nuove soluzioni, ottenendo al contempo un suono più coinvolgente che nella 488 GTB.

Tutto tra le mani. Anche troppo

L’elaborata plancia della Ferrari F8 Tributo è una vera scultura, realizzata in fibra di carbonio e rivestita in Alcantara: materiali leggerissimi, che richiamano il mondo delle corse. Ispirate invece ai motori degli aerei a reazione sono le nuove bocchette circolari. Come di consueto, la strumentazione è raccolta tutta attorno al guidatore: al centro spicca il contagiri, unico elemento analogico, mentre ai lati due schermi configurabili visualizzano le funzioni del sistema multimediale (navigatore incluso) e del computer di bordo, a partire dai settaggi della vettura. E poi c’è il volante con l’immancabile manettino, il selettore delle modalità di guida che ormai da 15 anni è un marchio di fabbrica per le “rosse”. Tutto attorno, quasi come in una Formula 1, ci sono tanti altri comandi: dal tasto per ammorbidire la risposta degli ammortizzatori a quelli per gestire gli abbaglianti e gli indicatori di direzione, dal pulsante e dalla rotella per i tergicristallo al bottone d’avviamento del V8. Per finire con il clacson. Insomma, all’inizio si rischia di fare un po’ di confusione. 

fonte:alvolante.it

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